SertãoDeriva dalla parola portoghese “desertão” che significa “grande deserto”, ma in Brasile, Sertão ha un significato culturale oltre che geografico, la gente del sertão si definisce
sertaneja.
È una zona semidesertica situata all’interno del Brasile che abbraccia molti stati; Bahia, Minas Gerais, Goia, Paraiba, Rio Grande do Norte, Cearà, Sergipe e Pernanbuco.
L’unica parte del Sertão che vede il mare è nel Rio Grande do Norte.
Il Sertão è diviso in 4 zone;
Meio norteSertãoAgresteZona de mata 
Immagine di Wikipedia
È composto da altopiani, tavolati di varie dimensioni, aridi e desertici con terreno poroso che la poca acqua che cade nel periodo delle piogge viene dispersa e rilasciata negli avvallamenti che ci sono tra un tavolato e l’altro, questi avvallamenti o canali sono detti “veredas”, e ricevono l’acqua filtrata dagli altopiani e sono infatti al contrario molto fertili, ricche di palmeti e in special modo palme dette “Buriti”, e qui che la gente sertaneja vive: nelle veredas. Alcune sono grandi e altre piccole, per attraversare il ‘sertão’ si viaggia per queste veredas, attraversare l’altopiano è come attraversare un deserto ed è molto pericoloso, soprattutto durante il periodo di siccità.
Un parte del Sertão viene definita “caatinga”, è una zona semi-desertica, irta di spineti e rovi, serpenti e urubù, simili agli avvoltoi, la vegetazione è molto secca, ad eccezione dei periodi di pioggia, una delle piante è il cajuero, ovvero la pianta del cajù..
Foto di Flicker
Il sertão si trova vicino all’equatore e la temperatura è uniforme durante tutto l’anno. La piovosità non è minore rispetto a altre zone ma è concentrata in alcuni brevi periodi quindi per questo rimane arido per la maggior parte dell’anno. Le siccità, dette
secas, variano col tempo, ci possono essere periodi di siccità prolungata da arrecare disagio agli abitanti, soprattutto nelle regioni isolate. Spesso nel secolo scorso, intere famiglie dovevano abbandonare la loro casa per non morire di fame e sete e migrare attraversando la caatinga e il sertão per raggiungere zone meno desertiche. Questo è il fenomeno dei “retirantes”, nei periodi di forte siccità interi gruppi familiari percorrono la caatinga con grande sacrificio. Sono in molti a morire su queste lande; infezioni dovute ai tagli dei rovi, serpenti, piante velenose e paludismo (malaria) imperversano.
Letteratura
Famiglia di retirantes in un'incisione. Immagine di WikipediaCi sono molti romanzi che narrano vicende sul Sertão, ad esempio
Messe di sangue di
Jorge Amado, parla di una famiglia di retirantes che percorre la caatinga per raggiungere San Paolo e il miraggio di un lavoro nelle piantagioni di caffè, ma nel viaggio muoiono quasi tutti i componenti della famiglia.
Quadro di retirantes. Immagine di Wikipedia Poi c’è
Grande Sertão di
João Guimarães Rosa, narra le vicende del jagunço (bandito) Riobaldo. In una delle avventure lui ei suoi jagunços si addentrano su uno di questi tavolati desertici per tagliare e superare una banda rivale che percorre la tranquilla
vereda, Riobaldo e suoi però non hanno fatto i conti con il clima arido e insalubre costringedoli a tornare sui loro passi. Una frase spesso ripetuta di Riobaldo dice:
Vivere è un mestiere pericoloso. Mi piace molto questa frase.
Inoltre il romanzo di
Euclides Da Cunha dal titolo
Brasile Ignoto (in portoghese Os sertoes). Non l'ho mai letto perchè introvabile. Cercandolo nel comprensorio delle biblioteche lombarde si trova solo nella biblioteca di Milano ed per me è inaccessibile, non so perchè. Su Ebay c'è ma costa ben 95€, forse è una copia rara ma io non posso comprarmi un libro a quel prezzo. Insomma se lo trovate da qualche parte a prezzo modico fatemelo sapere.
NotaIn tutti i miei viaggi in Brasile mi sono limitato alla costa, con una capatina fugace a Manaus nel centro dell'Amazzonia, ma non mi sono mai recato nel sertão, a Natal ho visto le dune, che fanno parte della Zona de Mata, ma sono delle semplici dune. Mi piacerebbe visitarlo o perlomeno andare nel Minas Gerais a Formoso dove si trova il Parco Nazionale Grande Sertão Veredas in omaggio al romanzo omonimo di Guimarães Rosa Ma se il Brasile è pericoloso le zone rurali e quelle del Sertão lo sono ancor di più, ma anche vivere è pericoloso come dice Riobaldo, chissa un giorno mi decido e ci vado.