Di AntoWeb (del 06/03/2010 @ 18:16:52, in Brasile, linkato 11 volte)
Da quando vado in Brasile oltre ad ammirare le bellezze naturali del posto, (sia diurne che notturne ) oltre alla musica, la cucina, la cultura, ho anche una predilezione per i marciapiedi brasiliani, in quanto li trovo caratteristici, con le loro pietre bianche e nere inserite ad arte creando decorazioni e ghirigori. Famosi sono i marciapiedi di Copacabana formati a creare delle onde.Anche a Salvador i marciapiedi sono carini
Però la cosa non era apprezzata, anzi i miei amici ultimamente mi prendevano in giro dicendo che: " sono l'unico 'picio' che va in Brasile a fotografare i marciapiedi." Non è che fotografo solo i marciapiedi, fotografo tutto e quello che mi piace.
Però essendo convinto che i marciapiedi brasiliani siano di interesse artistico mi sono messo a cercare su Internet foto di questi marciapiedi senza trovare niente. Ci ho provato di tanto in tanto senza mai successo. A un certo punto mi è venuto da pensare che veramente sono l'unico che fotografa marciapiedi.
Questa settimana mi è venuto in mente di cercare su Google settato sul Brasile, (Google.com.br) e ho googlato: calçadão, che significa marciapiede in portoghese, la prima cosa che ho visto è che la maggior parte dei siti aveva scritto queste parole: Calçadas Portuguesa. Allora ho googlato queste 2 parole, e immaginate la mia sorpresa quando sono usciti una miriade di siti web e di immagini dedicate a questo particolare tipo di marciapiede. Mi si è illuminato il cuore: "Allora non sono proprio l'unico che va in Brasile a fotografare marciapiedi"
E così ho scoperto che la Calçadas Portuguesa è un particolare tipo di marciapiede decorato con mattonelle bianche e nere. La maggior parte di questo tipo di marciapiede si trova ovviamente nei paesi lusofoni, ma ho scoperto che ci sono Calçada Portuguesa in tutto il mondo, in Cina, In Danimarca, in ogni dove. C'è gente che ha creato pagine web dedicate solo alla Calçada Portuguesa (Fonte) e altri che ci hanno scritto dei libri. (Fonte).
A me interessano solo quelle brasiliane e quindi me ho raccolte un bel po' e ci ho fatto una fotogallery. L'idea di fare questo post ce l'ho ormai da tanto, anche perchè volevo dimostrare ai miei amici che i marciapiedi brasiliani hanno la loro parte nella cultura brasiliana, però finora non ero riuscito a raccogliere abbastanza foto visto che non riuscivo a trovarle. Finalmente ecco la mia raccolta di foto, basta cliccarre sopra il link qui sotto.
Ho realizzato questa photogallery con il Cu3er. Veramente fico, spero che vi piaccia, a me manda in delirio., mi piace troppo. In pratica è un cubo che si splitta e gira per mostrare altre foto, gli effetti sono tanti. Penso di fare un post dedicato a questo applicativo web. L'unico difetto è che non si può fare l'"embed" nei post. Ho dovuto per forza linkarlo.
Di AntoWeb (del 03/03/2010 @ 22:50:21, in Letture, linkato 21 volte)
Di questi tempi sento in giro citazioni, massime e aforismi vari che trovo interessanti o che sono carine ho deciso di raccoglierne qualcuna di amici, colleghi o viste sul web o stampate su t-shirt.
Le prime sono relative al Brasile, ovviamente;
«O Brasil, ame-o ou deixe-o » Il Brasile, amalo o lascialo. (Jorge Amado)
«Io non sono africano. La mia cultura è questa, il frutto di più culture. Io sono brasiliano » (Carlinho Brown)
«Se ami viaggiare lascia il Brasile per ultimo» (da un blog sul Brasile)
«Sorria, você està na Bahia» (detto di Salvador)
Queste sono massime che ho visto da amici su Skype/FaceBook/Blog
«Quello che è, è!» «L’è mei muntà che menal» (Giosy, amico di viaggi in Brasile che diceva sempre ste due frasi in spiaggia.)
Alberto «I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là!» (Jim Morrison) «Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole.!»(Fabrizio De Andrè) «Un giorno, guidati da stelle sicure ci ritroveremo in qualche angolo di mondo lontano, nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati o sui sentieri dove corrono le fate.!» (Ninna Nanna - Modena City Rambler)
Sul lavoro qualcuno mi ha detto: «i computer sono dei ‘cretini veloci’ affidati in dotazione a dei ‘cretini lenti'.»
Teo «La morte non riguarda gli esseri umani. Quando loro ci sono lei non esiste. Quando c’è lei non esistono gli esseri umani.» (Anonimo)
Eros: «io muoio alla giornata» (Anonimo) «Sin cerverza no hai devolution y sin moscatel la vita se acaba.» (Senza birra non c'è rivoluzione e senza moscatello la vita si ammoscia)
Marco «Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “CAZZO” sui loro aerei perché è…..osceno… » (Apocalypse now)
Strap «Si vive con il ‘bravo’ non con il ‘bello’.» (Strap/Joe Piccolo) «La bellezza è la miglior lettera di raccomandazione» (Aristotele) aggiunto su richiesta di Strap nel commento: Si hai ragione, cioè Aristotele ha perfettamente ragione ed è valido ancora oggi.
Lukic «Can this bridge cross the ocean?»
Davide «Do not worry about your difficulties in Mathematics. I can assure you mine are still greater!» (Non preoccuparti delle tue difficoltà in Matematica. Ti assicuro che le mie (difficoltà) sono ancora più grandi) (Albert Einstein)
Viste su t-shirt:
«Summer is a state of mind» «È meglio essere un ubriacone famoso che un alcolizzato anonimo.» «Tutti guardano quanto bevo ma nessuno guarda quanta sete ho!»
Viste su Internet/FB:
«In the drowsy dark cave of the mind dreams build their nest with fragments dropped from day's caravan.» Nell'assopita e buia caverna della mente, i sogni fanno il nido con i frammenti caduti dalle carovane del giorno. (Rabindranath Tagore)
«E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità.» (Anonimo)
Family: Mio zio Luigi P. nelle occasioni che ci incontravamo (al bar) non lasciava mai pagare da bere ne a me o a mio fratello e diceva sempre una massima ovviamente nventata da lui: «Sugherà ul Pò,’sugherà ul Tisen, ma minga ul purtafoi del pereghin.» (Asciugherà il Pò, asciugherà il Ticino, ma mai il portafoglio del Pereghino) Mi è sempre piaciuta questa massima.
Mio nonno teneva sempre un ombrello tutto impolverato dal non uso e legato alla canna della bicicletta, quando gli chiedevo perché mi rispondeva immancabilmente cosi: «Mei purtal a dre cum’è un baston, putost che ciapà l’aqua m’è un cujon.» (Meglio portalo come se fosse un bastone piuttosto che prendere l’acqua come un cogl**ne.)
Un amico di mio fratello dice sempre: «I donn de Milan custan pocu e te la rinfacen minga.» (Le donne di Milano (lucciole) costano poco e non te la rinfacciano.)
Di AntoWeb (del 26/02/2010 @ 20:30:39, in Vacanze, linkato 32 volte)
Ecco l'ennesimo annuale tour di Lucone in quel della Thailandia, terra del sorriso, le tappe di questo viaggio toccano Singapore e Cambogia, oltre alle sue tappe abitudinaili in Thai. Diciamo che l'ultima settimana l'ha trascorsa in relax a Pattaya, posto che adora. Diciamo che Pattaya sta a Lucone come Salvador sta a AntoWeb (sottoscritto).
Stavolta ha esagerato con le foto, dopo aver spulciato quelle doppie, sfocate o non nitide e quelle personali sono rimaste la bellezza di 840 foto, beh i posti in cui è stato meritavano.
La fotogallery si divide in 6 gruppi, Bangkok, Pattaya, Phnom Penh, Siem Reap e Angkor Wat, Sihanoukville e Singapore. La racolta più corposa è quella dell'Angkor Wat ovviamente.
Ci sono anche foto che rappresentano la vita notturna thailandese con locali, bar e ragazze, anche questo fa spettacolo al turista.
Questa è una foto dell'acquario di Singapore, molto bella. (Luca mi sa che è troppo basso il tunnel per te )
E qui con la "fidanzata" sulla spiaggia di Pattaya.
Per vedere la fotogallery del viaggio di Lucone cliccare qui (Nota per Ivano: per vedere le foto clicca col mouse qua sopra, dove c'è scritto cliccare qui)
Per sfogliare le foto è sufficiente usare i tasti freccia, avanti e indietro, se non si vuole usare il mouse che è secondo me scomodo.
Di AntoWeb (del 22/02/2010 @ 22:23:36, in Brasile, linkato 16 volte)
In Brasile ogni città ha un suo particolare carnevale, per esempio a Natal il carnvale lo festeggiano nel periodo natalizio e si chiama Carnatal. Sebbene i più importanti sono quello di Rio, Bahia e Olinda. Concludo qui infatti questa serie dedicata la carnevale brasiliano.
Il carnevale di Olinda ha come musica e danza principale il Frevo, danza ballata con degli ombrellini colorati che i ballerini e ballerine volteggiano con maestria.
Io ho anche provato a ballare il frevo, miseramente però, ho anche fatto cadere l'ombrellino. Il video l'avevo già postato sul blog, qui Poi durante la nostra vacanza a Olinda Strap e io abbiamo avuto la fortuna di vedere un "ensaio tecnico" del carnevale sia a Olinda che a Recife, fantastico, a quello di Recife c'era il samba e nessuno che stava seduto, tutti i bar e ristoranti svuotati e la gente in strada a seguire il carnevale. Qui ci sono 2 video trovati sul tubo. Ne trovate moltissimi altri se volete vederli.
Un'altra caratteristica è rappresentata da dei pupazzi alti 2 metri e più detti "Bonecos de Olinda", nella folla si vedono perchè sovrastano tutti.
Di AntoWeb (del 16/02/2010 @ 23:33:46, in Brasile, linkato 45 volte)
Il Carnevale a Salvador è completamente diverso da quello di Rio, a Rio ci sono i sambodromi a Salvador il carnevale si fa sulle strade e la musica non è Samba ma Axè.
Il carnevale si svolge per tutta la città, ovunque ci sono palchi dove si fa musica, questi palchi si chiamano "camarote", poi ci sono dei percorsi prestabiliti: il circuito Dodô (da Barra a Ondina), il circuito Osmar (da Barra a Campo Grande) e Batatinha (centro storico).
In questi percorsi passano i Trio elétrico, una specie di tir dove in cima cantano e suonano bande di cantanti famosi seguiti dalla folla di fans che si mette la t-shirts del gruppo o del cantante e che crea una scia di gente vestita uguale..
Uno dei blocchi più famosi a Bahia sono gli Olodum, ma ad avere il trio ci sono artisti di levatura come Ivete Sangalo, Claudia Lete, Carlinhos Brown, Gilberto Gil, Harmonia de Samba e molti altri.
Questo è il trio di Ivete Sangalo del carnevale dall'anno scorso, canta Dalila, dal suo ultimo album, ovviamente tutti quelli che la seguono cantano e danzano mentre il trio percorre il percorso. Si vede il camion che cammina a passo d'uomo tra la folla e si vedono che tutti hanno la stessa t-shirt arancione.
Un altro video sul carnevale bahiano.
E poi non potevano mancare gli Olodum, sempre dal carnevale del 2009.
Di AntoWeb (del 13/02/2010 @ 17:21:46, in Brasile, linkato 54 volte)
In Brasile è tempo di carnevale. I carnevali più famosi sono quello di Rio, di Bahia e di Olinda. A Rio de Janeiro ci sono i sambodromi e la musica principale è il Samba.
Nel sambodromo sfilano in maschera le scuole di samba, musicisti, ballerine e coordinatori. Per preparare tutta la sfilata ogni scuola ci impega 11 mesi di tempo, per preparare i carri, i costumi e le canzoni, ovviamente fanno anche delle prove durante l'anno. Ai lati del sambodromo il pubblico ha i posti a sedere come negli stadi. La musica è puro Samba, sei obbligato a muoverti e far andare le gambe, restare fermi è impossibile, come dice la canzone "Samba da minha terra" di Dorival Caymmi: « Quem não gosta de samba bom sujeito não é É ruim da cabeça ou doente do pé » Colui che non gli piace il samba non è un buon soggetto, o è malato di mente o gli fanno male i piedi
Il carnevale di Rio, ovviamente è il più sexy al mondo.
Essendo cattolici in maggioranza i brasiliani sentono molto la quaresima e il carnevale rappresenta le ultime feste prima di dare l'addio ai piaceri della carne in vista dei prossimi 40 giorni. (wikipedia)
I prossimi post li dedico al Carnevale di Salvador de Bahia e di Olinda.
Guardo poco la televisione, magari mentre ceno. E soprattutto non guardo la fiction. Penso di non aver mai visto fiction, soap opera e altro, e quando danno il reality show cambio sempre canale mettendo se non c'è altro sullo sport; tra i due mali scelgo il minore
Lunedi e martedi la Rai ha trasmesso la fiction "C'era una volta la città dei matti". A dir la verità stavo vedendo Rambo e annoiato facevo zapping finche ho trovato questa trasmissione che mi ha preso subito.
Questa fiction parla della storia di Franco Basaglia, psichiatra e politico che riformò la psichiatria in Italia e che ha portato alla legge chiamata "basaglia", che prevedeva la chiusura dei manicomi lager., e il trattamento del malato con dignità cercando di curare il malato e non confinarlo come una persona scomoda alla società.
Nelle 2 puntate ci sono le storie di Basaglia nei manicomi di Gorizia e di Trieste. Nel manicomio di Gorizia si vede subito come vengono trattati i malati; legati ai letti o con camicie di forza, sporchi, ripuliti a forza, rinchiusi in piccoli spazi, percosse e elettroshock. Il personale che forse indurito dal troppo tempo passato in quei luoghi non vedono più pazienti come persone e li trattano con disprezzo. Io penso che anche uno sano che viene trattato in quel modo diventi matto. Basaglia ha ridato dignità ai malati trattandolo come uomini.
Poi ci sono le storie di alcuni malati, e ho letto su un blog che sono storie vere, come nel caso di Margherita che non è matta ma ossessionata dalla madre che riversa su di lei le sue colpe giovanili. Sono storie molto belle che ci fanno aprire un po' gli occhi. Speriamo anche ci rendano più sensibili.
Se fanno la replica vi consiglio di guardarla.
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Poi la legge basaglia (180/79) dopo che è stata approvata è stata anche lasciata cosi com'è, i manicomi chiusi ma i pazienti abbandonati a stessi o alle cure della famiglia o al divulgarsi di cliniche psichiatriche private. Mentre il progetto di Basaglia prevedeva un rilascio graduale e di dare comunque un supporto al malato e alla famiglia nel tempo.
Oggi la legge 180/78 o detta legge Basaglia è ancora la legge quadro che regolamenta l'assistenza psichiatrica in Italia (da Wikipedia)
« La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere » (Franco Basaglia)
PS: ringrazio Alberto che ha commentato a un mio post su Facebook riguardo a questa fiction e dal quale ho preso spunto. Albe troverai il tuo commento spiaccicato qua e la in questo post.
Continuo la mia noiosa digressione sulla musica brasileira; dopo aver menzionato il genere sertanejo passo alla Lambada con un singolo post.
Il ballo della Lambada è stato portato al successo in tutto il modno dai Kaome, un gruppo francese che però cantava portoghese, nel 1989.
La canzone originale è di un boliviano e il Il titolo originale della canzone è "Llorando se fue". Altri pensano che derivi invece dalla tradizione delle isole Antille con la musica zouk.
Il ballo della Lambada è fortemente erotico, i ballerini danzano con la gamba infilata tra le gambe del partner, i fianchi si dondolano avanti e indietro precedendo i movimenti delle gambe.
Lo strumento tipico che accompagna l'esecuzione del brano è il bandoneon, simile ad una piccola fisarmonica.
Durante le mie vacanze in Brasile ho incontrato una ballerina di Lambada, a me sembrava che la lambada era solo una canzone, invece c'è un vero movimento di ballerini di lambada con delle sale apposite, come per il forrò, la samba e altri tipi di ballo.
La vita è sempre mutevole, porta sempre cambiamenti e innovazioni, a volte positivi a volte negativi. Non è detto che un cambiamento inizialmente negativo rimanga tale. Nel 1995 la ditta dove lavoravo prima era sull'orlo del fallimento e ha deciso di mettere in cassa integrazione una parte di impiegati, me compreso. Poi la ditta non si è salvata lo stesso ma il succo è che mi sono fatto un anno e mezzo a casa. Poi ho trovato lavoro in MultiMedica, passando da semplice archivista (nella prima azienda) fino a arrivare a lavorare nell'Ufficio Informatico dove sono cresciuto sia professionalmente che caratterialmente. Conoscendo un sacco di persone fantastiche.
Ora a distanza di 13 anni si profila un cambiamento notevole, cambio sede di lavoro, da Sesto San Giovanni a Milano, Ospedale San Giuseppe. Stessa azienda ma diversa sede di lavoro, non è poco. Nel corso di questi anni ho spesso cambiato ufficio, a pensarci adesso mi sembra di aver fatto la trottola, 4 piano (con Patrizia nelle gestione dei fattorini), 10 piano (SIA), ancora 4 piano, e di nuovo10 piano, cambio di sede da Sesto a Cinisello, palazzina Danieli, al 2 piano e poi al 3 piano.
E adesso altro salto, da Sesto/Cinisello a Milano. Il cambio mi piace e mi da motivazioni, anche se l'inizio sembra titubante, è come essere tornato principiante, non conosco il territorio e non conosco le persone. E non conosco tutto sul software/hardware utilizzato, insomma è come rifare la gavetta. Anche se parto avvantaggiato in quanto adesso conosoco a menadito i software usati nel gruppo, insomma sono sempre il "post master" e un sistemista, lascio il titolo di sistemista senior a Danny e Albe, ma io mi piglio il titolo di sistemista junior (Raffy tu dimmi quello che vuoi, ma io rimango della mia idea ).
Per ora l'unico che mi ha dato il benvenuto con tanto di stretta di mano è stato il Dr. Mattioli, veramente gentile. Susanna ha solo detto che era contenta che ero finalmente arrivato, e va be, vale come benvenuto.
Comunque da ora sono a Milano definitivamente a lavorare. C'è anche un po' di vita in più rispetto alla grigia Sesto San Giovanni. Non vedo l'ora che arrivi l'estate e uscire durante la pausa di mezzogiorno a rifarmi gli occhi, già vedo un discreto movimento.
Qui sono in uno dei miei ex- uffici, notare il video; era ancora un cassone CRT tutto ingiallito, per capire, il pc sotto è bianco.