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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Brasile
Dopo aver passato le mie vacanze da un paese all’altro, toccando quasi tutti i continenti, in Brasile mi sono fermato, tornandoci ogni volta e per quasi 8 anni. Mi chiedo sempre il perché. Cosa ha il brasile, anzi il “nordeste” del Brasile e più nello specifico Bahia.
“Ai, ai que saudade eu tenho da Bahia”" comincia così la canzone di Dorival Caymmi, cantante di Musica Popular Brasileira, dal titolo "Saudade da Bahia" appunto.
E se questa “saudade” ti colpisce l’unica cura è tornare in Brasile. E a quanto pare io ne soffro cronicamente e acutamente.
Bahia ha uno spessore che non sono riuscito a trovare in altri posti. Oltre all’ottimo clima, bellissime spiagge motivo più che sufficiente per andare in un posto a trascorrere le vacanze, Bahia offre moltissimo di più. Monumenti coloniali, ben 365 chiese, il Pelourinho con i suoi colori pastello, l’ascensore Lacerda che unisce la città bassa alla città alta, la chiesa di Bonfim, il Mercado Modelo, mercato dell’artigianato pieno di caos, colore e musica. 
Salvador ha una cultura a sé stante, una mistura irripetibile di Africa nera e Brasile portoghese, capoeira e berimbão, candomblé e orixas, venditrici di acarajé, abará, vatapá e caruru con il loro tipico costume bahiano bianco.
Musica, di ogni tipo, dalla classica bossanova o MPB, ad altri ritmi; samba, pagode, axé, forrò, musica sertaneja e il nuovissimo Arrocha.
Cucina tipica brasiliana e afro-bahiana, ricca di latte di cocco e dendé e malagueta, un peperoncino tipico. Dal churrasco alle moquequas, dalla feijoada alla panquequa.
A intraprendere questo viaggio e a rimanere ammaliati da tutto questo non sono solo io ma anche i miei due compagni di viaggio, due ragazzi “brasileiros de coração” come me; Strap e Giosy.
Nella foto con noi 3 c'è Mariangela, una amica che ci ha fatto da guida, ma che ci ha fatto anche camminare moltissimo, da Ribeira a Bonfim a piedi, oi Mariangela, al pensiero mi fanno male ancora le gambe.
Ultimamente si è aggiunto una 4 persona, Rinão, anche lui "brasileiro" ma fan dell'Alagoas e di Maceio, anzi della Praia do Frances. Anche lui con la smania di tornare. Anche lui con la "saudade". Questa "saudade" deve essere anche contagiosa. “Ai, ai que saudade eu tenho da Bahia”
Siccome sono single da più di un anno, ho dovuto adattarmi a lavori domestici che mai avevo intrapreso in precedenza, tra cui cucinare. E come in molte cose che faccio mi appassiono, e mi sono appassionato anche di cucina, il termine culinaria lo lascio ai grandi chef. Quindi ci sarà una sezione dedicata a questo argomento. Tra i vari esperimenti che ho fatto molti sono venuti male, ma alcuni mi sono riusciti piuttosto bene.
Ed ecco un dei miei primi esperimenti: Terrina di sarde, trovata nel libro di cucina “Oggi cucino io”
Ingredienti per 2 persone:
8/12 Sarde (dipende dalla grandezza) 2/3 Pomodori Pangrattato Grana Prezzemolo Olio Aglio
Le sarde sarebbe bene comprarle pulite e decapitate. Vanno diliscate, possibilmente, e aperte a libro. I pomodori vanno tagliati a cubetti, poi si lasciano su un tagliere inclinato per fargli perdere il contenuto acquoso. Grattugiate il grana, tritate il prezzemolo e unite il tutto con il pangrattato. A piacere aggiungere un aroma o del pepe o peperoncino, il composto formerà il “gratin”.
In una teglia mettere de ll’acqua, poca giusto per spanderla per tutta la teglia, poi depositate uno strato di sarde, uno strato di pomodori e coprire con il gratin, fare altri strati di sarde, pomodori e gratin. Mettere 2 spicchi d’aglio schiacciati, e aggiungere un filo d’olio abbondante sopra il tutto Pre-riscaldare il forno portandolo a 180 gradi, quando arriva in temperatura, mettere la teglia e cuocere per 30 minuti, prima di servire togliere l'aglio. Servire subito.
Inanzitutto volevo ringraziere il mitico Alberto, per la sua infinita disponibilità. E poi Pigi per i suoi continui incoraggiamenti. Avrei anche molte altre persone da ringraziare, vedrò di farlo in altri post.
Eccomi!! Anchio finalmente ho il mio blog.
Adesso speriamo di avere molte cose da dire, esperienze da raccontare e qualche fotografia da condividere.
Questo è il mio primo articolo, quindi speriamo di farne seguire altri.
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