Eccomi!! Anchio finalmente ho il mio blog.
Adesso speriamo di avere molte cose da dire, esperienze da raccontare e qualche fotografia da condividere.
Questo è il mio primo articolo, quindi speriamo di farne seguire altri.
Inanzitutto volevo ringraziere il mitico Alberto, per la sua infinita disponibilità. E poi Pigi per i suoi continui incoraggiamenti. Avrei anche molte altre persone da ringraziare, vedrò di farlo in altri post.
Di AntoWeb (del 27/03/2008 @ 23:41:45, in Ricette, linkato 130 volte)
Siccome sono single da più di un anno, ho dovuto adattarmi a lavori domestici che mai avevo intrapreso in precedenza, tra cui cucinare. E come in molte cose che faccio mi appassiono, e mi sono appassionato anche di cucina, il termine culinaria lo lascio ai grandi chef. Quindi ci sarà una sezione dedicata a questo argomento. Tra i vari esperimenti che ho fatto molti sono venuti male, ma alcuni mi sono riusciti piuttosto bene.
Ed ecco un dei miei primi esperimenti: Terrina di sarde, trovata nel libro di cucina “Oggi cucino io”
Ingredienti per 2 persone:
8/12 Sarde (dipende dalla grandezza) 2/3 Pomodori Pangrattato Grana Prezzemolo Olio Aglio
Le sarde sarebbe bene comprarle pulite e decapitate. Vanno diliscate, possibilmente, e aperte a libro. I pomodori vanno tagliati a cubetti, poi si lasciano su un tagliereinclinato per fargli perdere il contenuto acquoso. Grattugiate il grana, tritate il prezzemolo e unite il tutto con il pangrattato. A piacere aggiungere un aroma o del pepe o peperoncino, il composto formerà il “gratin”.
In una teglia mettere de ll’acqua, poca giusto per spanderla per tutta la teglia, poidepositate uno strato di sarde, uno strato di pomodori e coprire con il gratin, fare altri strati di sarde, pomodori e gratin. Mettere 2 spicchi d’aglio schiacciati, e aggiungere un filo d’olio abbondante sopra il tutto Pre-riscaldare il forno portandolo a 180 gradi, quando arriva in temperatura, mettere la teglia e cuocere per 30 minuti, prima di servire togliere l'aglio. Servire subito.
Di AntoWeb (del 31/03/2008 @ 22:34:28, in Brasile, linkato 247 volte)
Brasile
Dopo aver passato le mie vacanze da un paese all’altro, toccando quasi tutti i continenti, in Brasile mi sono fermato, tornandoci ogni volta e per quasi 8 anni. Mi chiedo sempre il perché. Cosa ha il brasile, anzi il “nordeste” del Brasile e più nello specifico Bahia.
“Ai, ai que saudade eu tenho da Bahia”" comincia così la canzone di Dorival Caymmi, cantante di Musica Popular Brasileira, dal titolo "Saudade da Bahia" appunto.
E se questa “saudade” ti colpisce l’unica cura è tornare in Brasile. E a quanto pare io ne soffro cronicamente e acutamente.
Bahia ha uno spessore che non sono riuscito a trovare in altri posti. Oltre all’ottimo clima, bellissime spiagge motivo più che sufficiente per andare in un posto a trascorrere le vacanze, Bahia offre moltissimo di più. Monumenti coloniali, ben 365 chiese, il Pelourinho con i suoi colori pastello, l’ascensore Lacerda che unisce la città bassa alla città alta, la chiesa di Bonfim, il Mercado Modelo, mercato dell’artigianato pieno di caos, colore e musica.
Salvador ha una cultura a sé stante, una mistura irripetibile di Africa nera e Brasile portoghese, capoeira e berimbão, candomblé e orixas, venditrici di acarajé, abará, vatapá e caruru con il loro tipico costume bahiano bianco.
Musica, di ogni tipo, dalla classica bossanova o MPB, ad altri ritmi; samba, pagode, axé, forrò, musica sertaneja e il nuovissimo Arrocha.
Cucina tipica brasiliana e afro-bahiana, ricca di latte di cocco e dendé e malagueta, un peperoncino tipico. Dal churrasco alle moquequas, dalla feijoada alla panquequa.
A intraprendere questo viaggio e a rimanere ammaliati da tutto questo non sono solo io ma anche i miei due compagni di viaggio, due ragazzi “brasileiros de coração” come me; Strap e Giosy.
Nella foto con noi 3 c'è Mariangela, una amica che ci ha fatto da guida, ma che ci ha fatto anche camminare moltissimo, da Ribeira a Bonfim a piedi, oi Mariangela, al pensiero mi fanno male ancora le gambe.
Ultimamente si è aggiunto una 4 persona, Rinão, anche lui "brasileiro" ma fan dell'Alagoas e di Maceio, anzi della Praia do Frances. Anche lui con la smania di tornare. Anche lui con la "saudade". Questa "saudade" deve essere anche contagiosa. “Ai, ai que saudade eu tenho da Bahia”
Di AntoWeb (del 02/04/2008 @ 14:10:51, in Brasile, linkato 93 volte)
Si, Bahia ha moltissimi spunti per fare della fotografia, ma è anche un posto pericoloso, devi fare molta attenzione e non andare da solo, qualcuno deve accompagnarti; io mi offro volontario Noi che siamo fotografi in erba (non certo tu) abbiamo fatto tantissime foto, chi ha una sensibilità per fotografare le barche, l'acqua,la bandiera "do Brasil", chi fotografa chiese e strutture architettoniche, chi come me che fotografa principalmente spiagge, strade ma soprattutto piatti tipici bahiani, pronti e mentre vengono preparati. Farò sicuramente seguire dei post in merito con foto di "moquequas, panquequas, feijoada, eccetera.
E ancora a proposito del "fotografo in erba" io ti ho linkato come "guru fotografico". Ora come mi regolo??
Una delle migliori canzoni secondo me di Ivete Sangalo Brava oltre che bella, al link trovate la descrizione della cantante di Wikipedia Italia. Il filmato, invece è preso dall'ultimo show dal vivo nello stadio di Maracanà Il testo in portoghese e in italiano, tradotto male da me.
Festa di Ivete Sangalo
Hoje tem festa no gueto, Pode vir, pode chegar Misturando o mundo inteiro Vamos ver no que é que dá
Hoje tem festa no gueto Pode vir, pode chegar Misturando o mundo inteiro Vamos ver no que é que dá
Tem gente de toda cor Tem raça de toda fé Guitarras de rock'n roll Batuque de candomblé Vai lá
Pra ver A tribo se balançar O chão da terra tremer Mãe preta de lá mandou chamar Avisou, avisou, avisou, avisou
Que vai rolar a festa Vai rolar O povo no gueto Mandou avisar
Oggi c’è festa nel ghetto Potete venire, potete giungere Mescolando il mondo intero Andiamo a vedere cosa c’è
Oggi c’è una festa nel ghetto Potete venire, potete giungere Mescolando il mondo intero Andiamo a vedere cosa c’è
C’è gente di tutti I colori Ci sono razze di tutte le fedi Chitarre di rock’n roll Tamburi del candomblé Vieni la.
Pre vedere Una tribù che balla Il pavimento che trema La Mama nera che manda a chiamare Avvisate, avvisate, avvisate, avvisate
Che mulinerà la festa, turbinerà La gente del ghetto mandate a chiamare.
Ho tolto il video dello show di Maracaná perchè poco stabile, ho inserito questo video preso dallo show "ao vivo" dal RockinRio di Lisbona.
Di AntoWeb (del 09/04/2008 @ 23:58:03, in Wikipedia, linkato 280 volte)
Nuovo inserimento in Wikipedia di: "Gabriella, garofano e cannella" romanzo di Jorge Amado.
Essendo io un "giovane" Wikipediano, talvolta anche universitario.... acch... gli errori del "copia e incolla" fanno anche questi scherzi. Comunque da buon Wikipediano oggi ho aggiunto una voce, tra le 436.000 voci già presenti, e non è la prima, ma sicuramente è la più corposa, sebbene l'ho tradotta da una voce già presente in Wikipedia Portoghese. Ovviamente l'ho segnalato in "discussione della voce" che non è farina del mio sacco. Però la traduzione si, e ne sono orgoglioso. Mi piacerebbe che finisse in "Vetrina", ma ne dubito, pazienza. Questo è il primo romanzo di Jorge Amado che abbia mai letto e mi ha colpito moltissimo, da spingermi a leggerne tanti altri. Se mi sono appassionato al Brasile, anzi di Bahia, oltre al turismo normale è stata la musica e i libri di Amado. Gabriella viene dal Sertão, sapevo di questa zona desertica all'interno del nord-est del Brasile, ma Amado nel romanzo spiega appieno cosa significa veramente, e non solo del Sertão, ma di tutte le sfumature di Bahia che sfuggono a prima vista. Il libro parla di una storia d'amore non melensa ma sensuale e erotica, senza essere volgare. "Una ragazza mi ha detto una volta che i romanzi di Jorge Amado sono "caldi". Parla della situazione politica brasiliana, delle terribili lotte del cacao, della modernizzazione della civiltà brasiliana che arriva a stento frenata dai latifondisti, dai "coronels", dai "fazendeiros". E sempre nei suoi romanzi Amado parla di cucina, musica, del carnevale, del candomblè e delle Orixas, divinità pagane afro-bahiane della mitologia Youruba. Comunque da "giovane Wikipediano" continuerò a inserire voci in Wikipedia, il mio progetto è quello di "popolare" la bibliografia della voce inerente a Amado, che era vuota, cioè non 'linkata', io ho aggiunto oltre al presente anche:
Il paese del carnevale
Cacao
Sudore
Mar Morto
Dona Flor e i suoi due mariti
Vita e miracoli di Tieta de Agreste
Tocaia grande
Mancano ancora diverse romanzi da inserire per completare la voce di Jorge Amado, piano piano lo farò. Intanto trovate qui il link alla pagina del romanzo Gabriella, garofano e cannella.
Di AntoWeb (del 16/04/2008 @ 13:32:58, in Web Surfing, linkato 88 volte)
Cool Text Navigando in Internet, si trovano spesso siti interessanti e soprattutto utili di cui poi si perde traccia, anche se in genere con Google e con le chiavi di ricerca giuste si ritrova tutto, o quasi. Ma per avere un promemoria, oltre ai "preferiti" che io personalmente non uso, ecco l'occasione per postare sul mio nuovo Blog queste chicche da internauta. Se occorre realizzare un testo grafico, un bottone, un logo ma non si hanno a portata di mano le solite risorse da Web Designer o il proprio portatile, c'è completamente online un "button generator" o meglio un "Cool Text generator", che in pochi secondi può realizzare un bottone o una scritta. il sito è il seguente: http:\\cooltext.com Non ci sono moltissimi templates, ma quel che basta per realizzare al volo immagini grafiche, testi o bottoni (anche provvisori) da mettere sul proprio sito o blog. Si sceglie il template, poi si scrive un testo qualsiasi, si scelgono varie opzioni e alla fine si "renderizza" la propria immagine (testo o bottone) da salvare sul computer. Ecco un paio di esempio realizzati in pochi secondi.
Ma è possibile realizzare ogni tipo di testo o bottone, di vario colore e effetto.
Questo blog rappresenta anche una scusa per scrivere; sensazioni, emozioni, idee e anche ricordi. Come in un diario. Mi è sempre piaciuto scrivere, e anzi ho avuto velleità di scrittore di fantascienza, e ho partecipato a qualche concorso, ma con insuccesso, questo accadeva più di 20 anni fa. E pensando a quei tempi mi fa pensare a un periodo particolare della mia vita.
Correva l’anno 1989, avevo 32 anni ed ero già un accanito lettore di fantascienza da molti anni, avevo al mio attivo centinaia di libri letti, e come ogni volta che una cosa mi affascina, la prima cosa che cerco di fare è quella di condividerla agli altri, a chi mi circonda; mio fratello, i miei amici, i miei colleghi, pensando di coinvolgerli ma ottenendo l’effetto contrario. Come non potevano apprezzare le 3 leggi della robotica, interessarsi all’Odissea nello spazio, come non percepire la grandezza dei epopee nello spazio e intuire le problematiche dei paradossi temporali, rimanere affascinati da astronavi, pianeti e culture aliene; eppure non le capivano, e in più venivo deriso. La fantascienza allora era vista come lettura di seconda categoria, (forse ancora oggi purtroppo), letteratura per adolescenti. Con il risultato di chiudermi in me stesso, sempre più spesso. Avevo imparato che quello che provavo e sentivo leggendo e immergendomi nei romanzi di fantascienza, non poteva essere sentito allo stesso modo da altre persone. Però mi sbagliavo. In quell’anno mi sono iscritto per la prima volta a una Convention di Fantascienza, a San Marino, per la precisione ad’una Euro-Convention. Ma fino alla data stabilita ero indeciso se andare o rinunciare. Quello che mi tormentava era il pensiero di quello che avrei trovato a San Marino, e io pensavo di trovarci una torma di ragazzini tutti fan di fantascienza e di essere l’unico adulto. Arrivato a San Marino mi accorgo che non c’è nemmeno un ragazzino, vedevo solo persone adulte, "strano" riflettei. Mi sono registrato alla convention, mi hanno dato un badge da tenere appeso e vengo mandano al mio albergo. Uscendo per San Marino cercando il mio albergo notai con sorpresa che tutti avevano un badge uguale al mio, e tutti che mi sorridono e mi fanno cenni cordiali. “I sanmarinesi dove sono?” Fuggiti, pensai, impauriti da alieni, robot, mostri, gente con le orecchie a punta e il pigiama (Star Trek) che mi salutavano allegramente com un “Live long and prosper” col palmo della mano a V; altri con la tuta arancione; piloti di Caccia A Ala X di Guerre Stellari; loro mi salutavano con un “che la Forze sia con te”, e poi ancora; ciambellani, grand visir, elfi e hobbit della “terra di mezzo” o del "mondo di Cthulhu". E comunque una moltitudine di gente senza costume ma con il badge che li indicava come fans. E io ero un di loro, un Fan. Era estasiante, non avevo bisogno di coinvolgerli, erano già appassionati di proprio, anzi molti di loro volevano coinvolgere me. Non fare amicizia in quel luogo e in quel momento era impossibile, ho trovato subito qualcuno che mi ha dato indicazioni per l’albergo e chi mi ha dato dritte sugli eventi del giorno, chi mi ha detto dove sono gli stand di Alliance (Fan club di Star Wars) e dello STIC (Star Trek Italian Club), oppure dove si poteva giocare a Dungeon and Dragon, o dove trovare lo stand del modellismo statico, dei diorami e dei costumi. E c’erano più ragazze che ragazzi, sono più le fans che i fans. E sono pure carine. Il primo giorno mi sono iscritto a diversi Fan Club, mi sono prenotato per giocare a Dungenon and Dragon, ho comprato una quantità immane di libri, riviste ma soprattutto fanzines di ogni tipo, e ho conosciuto moltissimi ragazzi e ragazze, (ragazzi non ragazzini). Mescolati ai fans c’erano anche scrittori, traduttori, editori e illustratori, ho incontrato scrittori per me famosi; Larry Niven, John Brunner, Frederik Pohl, incontro traduttori come Annarita Guarnieri e dulcis in fundo l’illustratore più famoso delle copertina di Urania: Karel Thole. Sono quattro giorni fantastici; per la prima volta nella mia vita posso discutere con qualcuno di fantascienza senza sembrare un demente. Per la prima volta nella mia vita mi sentivo normale. E durante questi giorni mescolandomi agli altri, mi accorgevo che tutti sorridevano, un sorriso di soddisfazione, e anch’io ovviamente avevo quel sorriso. Sorridevamo perché in quei 4 pochi giorni eravamo felici, eravamo finalmente sul nostro pianeta. Ecco una piccola fotogallery di quei momenti. Fancon Gallery
Il 1989 è una pietra miliare della mia vita, in quell'anno sono inziate diverse fasi della mia vita. Oltre ad aver partecipato alla mia prima convention che mi ha fatto capire che "non ero solo nell'universo". Ho iniziato a viaggiare, da solo e fuori dall'europa, e sto ancora viaggiando. Ho iniziato a manipolate computer, e non ho ancora smesso. Ho iniziato e frequentato poi per 4 anni un corso di inglese, beh devo dire con successo. Conan, il mio cane, l'ho acquisito in quell'anno ed è stato a farmi compagnia per 14 lunghi anni. E' stata una fase positiva. Una delle poche. E se penso che sto uscendo da una fase completamente e disastrosamente negativa, che pochi di chi mi circonda sembra comprendere, sembra che il futuro mi prospetti solo negatività. Ho sbagliato spesso in passato spero di sbagliarmi anche ora!
Onda tropicale è il penultimo CD di Fiorella Mannoia, e come si evince dal nome, canta pezzi brasiliani famosi di MPB e con la partecipazione di cantanti brasiliani.
Sono canzoni storiche dell’MPB acronimo di Musica Popular Brasileira, musica storica e folcloristica del Brasile in cui si racchiudono i generi brasiliani come il Samba e la Bossanova. Le canzoni sono interpretate da Fiorella Mannoia con la collaborazione di artisti brasiliani famosi come Chico Cesar, Chico Buarque, Djavan, Gilberto Gil e Carinho Brown.
Ecco la lista del CD:
Titolo
Titolo Originale
Interprete brasiliano
Canzoni e momenti
Canções e momentos
Milton Nascimento
13 di maggio
13 de maio
Caetano Veloso
Cravo e Canela
Milton Nascimento
Dois Irmaos
(morro dois irmaõs)
Chico Buarque
Mamà Africa
Chico Cesar
Un grande abbraccio
Aquele abraço
Gilberto Gil
Senza un frammento
Faltando un pedaço
Djavan
Kabula le le
Charlinhos Brown
Vivo!
Lenine
Mas que nada
Jorge Ben Jor
A felicidade
Adriana Calcanhotto
Canzoni e momenti – Reprise
Milton Nascimento
Vivo! (bonus track)
Cravo e Canela si riferisce al famoso romanzo di Jorge Amado; Gabriela, Garofano e Cannella.
Carlinhos Brown è uno dei componenti dei Tribalistas.
Canzoni come “Mas que nada” e “Mama africa” sono tra le più famose.
Quella che preferisco però è la canzone “13 di maggio”, è la più intensa anche se meno vivare) con l’interpretazione in italiano di Fiorella e in portoghese di Caetano Veloso, poi le voci si fondono in un un insieme vocale e musicale denso e ricco.
La canzone parla della schiavitù dei neri in brasile, o meglio dei festeggiamenti della fine della schiavitù avvenuta il 13 maggio 1888, i testi originali sono di Caetano Veloso. Ecco invece il testo integrale della versione di Onda Tropicale.
Il 13 di maggio a Santo Amaro in piazza del mercato
i neri celebravano (come da sempre fanno) l’addio alla schiavitù, alla schiavitù l’addio alla schiavitù l’addio alla schiavitù alla schiavitù
Dia 13 de maio em Santo Amaro Na Praça do Mercado Os pretos celebravam (Talvez hoje inda o façam) O fim da escravidão Da escravidão O fim da escravidão
Quanta Pintòba profumava l’aria e poi, poi Maniçoba e gusto d’Aluà
Per salutare Isabel, o Isabel per salutare Isabel per salutare Isabel, o Isabel.
Quanta Pintòba profumava l’aria
e poi, poi Maniçoba e gusto d’Aluà.
Note: Pintòba: pianta della famiglia delle palmacee Maniçoba:: bibita rinfrescante Aluà: pianta somigliante alla mandioca