Di AntoWeb (del 29/07/2010 @ 20:17:51, in Informatica, linkato 24 volte)
Recentemente ho regalato un portatile nuovo a mia nipote per la sua cresima/comunione, nuovissimo, Win7 dotato di tutti i moderni devices, Bluetooth, WiFi, USB 2.0, WebCam e Mike, e mi sono tenuto il suo vecchio portatile (anzi il portatile era di mio fratello che non usava più). Recuperato i dati e messi sul nuovo pc.
Ma che farne poi del suo vecchio laptop? E mi è venuto in mente di provare Linux installarndo Ubuntu 10.4; figata, non pensavo. Lento per via dei suoi scarsi 256MB di ram, upgradati a 768MB con una ram gentilmente concessa dal buon Theo, che ringrazio. Ma sicuramente più veloce che se avessi messo XP (Theo correggi se ho sbagliato la grammatica in questa frase, )
Uno dei loghi di Ubuntu, questo l'ho scelto perchè carino,
Mi sono divertito con i SW già installati, ho smanubriato un po', cambiato lo sfondo, lo screen saver, aperto qualche gioco, OpenOffice e cosi via, poi ho deciso di attaccarci una chiavetta WiFi USB, per beccare la mia rete in casa pensando che con una porta USB 1.0 la chiavetta mi dicesse "picche", in effetti li li , quando ho messo la chiavetta il sistema non mi ha detto niente, e io sono abituato che quando attacco qualsiasi cosa nelle porte USB, Windows mi avvisa che ha rilevato un nuovo hardware e lo sta installando, invece Ubuntu non si è degnato di avvisarmi. "Boh", mi son detto, e stavo per toglierla quando ho visto che l'icona del WiFi (non la trovavo perchè cercavo in basso, mentre in Ubuntu sta in altro) mi trova una rete anomala che io non avevo mai visto prima, perplesso accendo il mio router e vedo che tra le reti trova la mia. Spettacolo.
Mi sono messo a navigare, ho fatto pure degli aggiornamenti e installato alcuni sw come Docky e Skype. Con Skype ho chattato con Alberto che poi ha tentato di chiamarmi (sempre via skype) ma ho dovuto dirgli che non avevo ne microfono ne webcam, lui mi risponde dicendo: "strano, Ubuntu piglia tutto", ho dovuto dirgli che il pc è obsoleto e che mancava l'hardware. Hehehe.
Ho visto che sul Web ci sono correnti discordi sui vari OS, tra Windows e Linux, chi afferma che è meglio uno e chi l'altro, io confermo che non ho intenzione di passare a Linux/Ubuntu, rimango al mio Windows, ma continuerò anche con Ubuntu che trovo molto performante e carino. E comunque è bene che un quasi ''sistemista'' come me, conosca anche qualcosa dell'universo Linux.
Ci sarebbe anche da vedere l'altro sistema operativo, il MAC OS, chissà che non mi compri a breve un Mac Book Pro (Non è detto, neh, ci sto ancora riflettendo).
Di AntoWeb (del 06/11/2009 @ 18:19:46, in Informatica, linkato 145 volte)
In Exchange 2003, (non so se vale la stessa regola per il 2007) il redirecting delle email sembra funzionare solo per gli utenti che fanno parte dei domini legati al server di Exchange. Un tool comodo ma che si applica solo ai nominativi del dominio non è veramente funzionale. Spesso il redirecting serve per redirezionare le mail su un indirizzo esterno ai domini legati ad Exchange. Ho già provato a impostare dei redirecting in Exchange, tra un capo e la sua segretaria, per esempio.
Logo di Exchange
Ma dovendo applicare dei redirecting di indirizzi email al di fuori del dominio, ad esempio redirezionare le mail di un utente sulla sua posta di Yahoo o GMail e non sapendo come fare mi sono arrabbatato come potevo, con la logica e con l'aiuto di Internet.
Il bello è che abbiamo avuto questo problema quasi contemporaneamente io e Alberto, senza saperlo ovviamente, io per un utente e lui per un altro e ognuno per conto suo alla fine siamo arrivati alla stessa conclusione. Problema simile, soluzione simile.
In pratica abbiamo risolto così:
l'unica è creare un nuovo oggetto in Active Directory come contatto (Contact ) e non come user, selezionando USER o qualsivoglia OU, clic sul menù Action/new/contact, nelle proprietà del nuovo contatto si inseriscono i dati; nome, cognome, quan'altro e cosa importante l'indirizzo email personale, il nome deve essere diverso dal nome dello user a cui si vuole fare il redirect perchè non possono coesistere 2 oggetti aventi lo stesso nome, (io uso Redirect Nome Cognome. Poi per evitare che questo nominativo venga visto nella Rubrica Globale degli utenti va nascosto; dalle proprietà del contatto, nel tab Exchange Advanced flag su "Hide from Exchange address list"). Quindi OK per completare,
Poi melle proprieta dello user a cui si deve eseguire il redirecting si deve attivare l'opzione di redirect, dal tab Exchange General clic sul pulsante "Delivery Option", e nella sezione del "forwarding to:" cercare e aggiungere il contatto appena creato. Se si vuole che le mail vadano a entrambi gli indirizzi flaggare l'opzione "Deliver messages to both forwarding address and mailbox." in questo modo le mail vengono spedite a entrambi gli indirizzi.
In questo modo un utente in trasferta che non ha occasione di vedere la posta di lavoro può ricevere la posta di lavoro sulla sua casella mail personale o sul suo blacberry o Iphone. Una volta tornato in sede le mail gli verranno recapitate sul client di Exchange (Outlook) dell'ufficio.
Incredibile è che sia io che Alberto siamo arrivati alla stessa conclusione. Avrebbe potuto esserci anche un altro sistema magari più efficiente, ma evidentemente non c'è. Spero che con la versione successiva di Exchange ci sia la possibilità da fare dei redirect su caselle fuori dal dominio di Exchange. Ma intanto batto una pacca sulla mia spalla e di quella di Alberto.
Di AntoWeb (del 04/11/2009 @ 21:12:38, in Informatica, linkato 258 volte)
PDF sta per “Portable Document Format”, formato sviluppato da Adobe nel 1993, si tratta di un formato di file basato su un linguaggio di descrizione di pagina. Oggi tutti sanno cosa sono i PDF anche se non ne conoscono le caratteristiche, vengono usati largamente negli uffici e da utenti domestici e in rete (Internet).
Leggeri (portable), comodi e volendo sicuri. È possibile realizzare PDF protetti e rendere impossibile varie opzioni come la stampa, la selezione di testo da copiare, insomma elaborare dei PDF cui l’unica possibilità data è quello di leggerlo. È fatto apposta cosi, eppure capitano sempre degli utenti che pretendono di stampare PDF scaricati dalla rete con queste limitazioni e sono pure pretenziosi. Faccio sempre fatica a spiegare che questi sono PDF protetti da “proprietà intellettuale” e che l’autore del documento ha voluto espressamente queste limitazioni, ma è impossibile convincere questi utenti e più sono utonti tanto più saranno pretenziosi. Qui andrebbe bene il suggerimento di Teo; mettete il monitor con il PDF “protetto da stampa” su una fotocopiatrice e fate una copia dello schermo, hahaha.
Un altro problema degli ‘utenti’ in genere sui PDF è che non capiscono che il PDF è un’elaborazione da un altro documento; non è Word che lo apri e scrivi. I PDF in genere sono delle elaborazioni prese da altri applicativi come Word. Capita anche di frequente che utenti vogliono ri-convertire un PDF a Word o Excel. La cosa è fattibile ma sconsigliata, la rielaborazione non è perfetta e non lo sarà mai. L’esito finale non viene bene. Ma alcuni ci devono picchiare di proprio la testa per capirlo.
Convertire documenti in PDF
Per elaborare dei PDF, oltre al costosissimo Adobe Acrobat ci sono in rete moltissimi programmi, Io uso PDF995, semplice e versatile, l’installazione crea la stampante virtuale PDF995 e per convertire basta stampare su questa stampante. In più di Acrobat ha l’utilità che non bisogna salvare il documento per elaborare un PDF. E in aggiunta uso PDF95_Edit che ha una marea di tools, come unire o dividere pdf, ruotare le pagine, aggiungere links, inserire numeri pagina, inserire parole in background, etc.
E se non si vuole installare nulla sul proprio pc, sul Web ci sono siti di conversione online. PDFonline per esempio permette di caricare dei file, questi vengono convertiti e il PDF viene inviato via mail, ovviamente sarebbe saggio usare degli indirizzi mail muffi, cioè indirizzi che servono solo per queste cose.
Al contrario invece, se si vuole ottenere un documento da un pdf esistente ci sono altrettanti siti, come PDFtoExcel e PDFtoWord. Si carica un PDF, e il documento che vogliamo ci arriva sempre per email. (Usiamo sempre email muffe, create apposta per usi online, senza usare il nome e cognome ma nickname.)
Leggere PDF
Mentre per leggere i PDF, sebbene Acrobat Reader sia gratuito, io preferisco Foxit Reader, (devo ringraziare Danny per l'info) molto più leggero di Acrobat e occupa meno risorse, soprattutto sui PDF enormi da 100 pagine e più.
Di AntoWeb (del 23/10/2009 @ 18:29:07, in Informatica, linkato 160 volte)
Recentemente ho aggiunto alcune voci su Wikipedia non relative al brasile (letteratura e musica) ma all'informatica, anzi relativo a alcuni termini non prettamente informatici ma riferiti all'informatica in modo umoristico o sarcastico nei confronti di alcuni "utonti". Questi termini fanno parte del Jargon File, ovvero un vocabolario del gergo usato da hacker e da professionisti dell'IT (come me ;-D cioè come professionista IT non come hacker ).
Per esempio io ho sempre usato la parola "utonto" per definire quegli utenti informaticamente lenti o non affini al computer, utenti che chiedono come si 'va a capo' con Word, insomma questo è il livello e i esempi ne ho a bizzeffe, ma comunque, anzi purtroppo, la parola "utonto" era già in uso, insomma non ho inventato niente,, c'era già pazienza, a me era venuta spontanea.
La parola utonto è specificata nel Glossario Informatico e specifica: ""Contrazione di utente e tonto. Tipico frequentatore di forum chat e luoghi virtuali vari; pone domande improbabili, non capisce le risposte e si rifiuta ostinamamente di documentarsi. Trattasi della peggior razza di cliente per chi fa assistenza, perché non capisce, non vuole capire e non ha le capacità per capire."" eh si, molto chiaro, si è proprio cosi. L'alter ego inglese di "utonto" è "luser", insomma la contrazione di "Loser User" 'utente-perdente', si gli iIT nglesi sono più sadici di noi IT italiani.
I termini che ho aggiunto in it.wiki (tradotti da en.wiki) sono: Any Key:è roba vecchia, ancora da DOS, insomma c'erano utenti che quando vedevano a monitor la scritta "press Any Key to continue" cercavano sulla tastiera il pulsante "ANY" e chiamavano l'assistenza (chissà le risate). La Compaq stessa era arrivata al punto da aggiungere una FAQ dove spiegava che non esiste il pulsante ANY.
ID10T: si legge ID dieci T oppure visualmente idiot, sembra che alcuni sistemisti si siano presi gioco di alcuni utenti (particolarmente tonti) facendogli scrivere nel config.sys la linea ID=10T, era un modo per dare dell'idiota a questi utonti. Inoltre venivano descritti come errori ID10T gli errori più grossolani degli utenti, è sinonimo di PEBKAC ovvero Problem exist betwen keyboard and chair, cioè l'errore è di chi è seduto davanti alla tastiera. Sono molti gli errori PEBKAC o ID10T che mi capitano, be devo avere molta pazienza. Per vederevi il pebkac vi rimando al blog di Alberto.
Ci sono poi alcuni termini che mancano nella it.wiki, con calma li tradurrò e posterò sulla italica Wiki.
Tra questi termini ho trovato anche L33t (o Leet), nasce come "leet speak" linguaggio d'elite, (leet si pronuncia uguale a elite), da Wiki: ''è una forma codificata di inglese caratterizzata dall'uso di caratteri non alfabetici al posto delle normali lettere''. Il L33t ha vari motivi di essere usato, per esempio può essere usato per formare password, per es. "c1a0" sta chiaramente per ciao, usando però i numeri invece che le lettere, in questo modo si rende una password difficile da craccare ma facile per noi da ricordare. Se volessi scrivere Jorge Amado in L33t diventerebbe cosi: J0rg3 Am4d0 Si riesce a leggerlo lo stesso, no. Oppure Ivete Sangalo diventerebbe cosi: I\/373 S4|\|g4|_0 o più leggibile cosi: Iv3t3 S4ng4l0 Il L33t è tipicamente un linguaggio da hacker e Google tra i vari linguaggi ha messo anche il l33t
Online ci sono molti traduttori per convertire delle parole in L33t, basta cercare leet converter
Di AntoWeb (del 20/07/2009 @ 22:10:59, in Informatica, linkato 965 volte)
Essendo troppo umile per fare un manuale, mi limito a intitolare questo post "note e info".
Come visto da post precedente ho aiutato Lucone a caricare dei video su YouTube su degli incontri di Boxe di suo nipote Mirko.
Abbiamo fatto la registrazione a YouTube (con utenza di Lucone) e abbiamo provato a caricare il primo video che non è andato a buon fine come già detto nel post precedente.
Allora con i DVD degli incontri ho provveduto a caricarli io durante la settimana e devo dire che ci mette parecchio tempo a caricare i video, circa mezzora per 8/10 minuti.
Dopo aver caricato i primi video ed essermi meritato un aperitivo agggratis e durante l’aperitivo Lucone mi suggerisce di fare un post sul mio blog con istruzioni e info per caricare i video su YouTube. Io dico che non è necessario perché non è semplice ma nemmeno difficilissimo., ma Lucone insiste nel dire che ci sono alcuni che possono avere delle difficoltà. Dico OK a Lucone e faccio il post anche se nel web c'è già abbastanza materiale con le istruzioni sul caricamenti video su YouTube. Cosa già detta nel post precedente, evvvaabbè.
Passiamo quindi alle note e info.
Prima fase Nel nostro caso avevamo dei DVD, quindi dovevamo prima trasformarli in un formato accettabile da YouTube, ovvero trasformare il file VOB del DVD in file AVI, DIVX o MP4. YouTube accetta anche i VOB ma non se superano 1 gb di dimensione. Alberto mi ha suggerito un software gratuito semplicissimo che converte i VOB in MP4, FLV, Divx e altro. il software è ConvertVobToAvi
Quindi scaricare questo sw gratuito dal sito (o cliccando sul link qui sopra) ed installarlo. Eseguire il programma e caricare il VOB scegliendo il formato desiderato di conversione.
Chi ha dei file di altro tipo può usare Koyote Free Video Converter Anche questo è un SW gratuito, segnalatomi da Alberto.
Ecco un tutorial video
Seconda fase Una volta ottenuto il video in formato e dimensione accettabile, si può caricare su YouTube.
Accedere a YouTube con i propri dati (username/password) e clicare sul pulsante Carica file video per aprire la schermata “Caricamento file video” e clic su Carica video,scegliere il file video (appena convertito) da caricare e cliccare su Apri.
Durante il caricamento del video si può impostare nome, commento, tag e tipologia video, (sport, musica, ecc). La barra di caricamento mostra l’avanzamento, la dimensione del file, la dimensione caricata e il tempo mancante al termine dell’operazione. Quando termina l’operazione viene mostrato il link del video e il codice da incorporare (ed es. in un sito/blog) Questi dati comunque vengono sempre mostrati anche quando video viene riprodotto. Inoltre il video sebbene si possa visualizzare resta ancora in elaborazione per un po’ di tempo, YouTube lo segnala con una riga verde con scritto Video in elaborazione. Una volta caricato si possono ancora modificare i dati del video, si può aggiungere delle note all'interno del video.
Qui c'è un tutorial su come caricare video su YouTube fatto da me.
Il video è in formato ridotto se non si vede cliccate qui per vedere il tutorial in formato esteso.
Aggiornamento #1 Per lucone Corretto il prezzo della piccola. Non ti sfugge niente. Comunque tu hai già dato, non ti preoccupare per la birra. Allora qui ci vuole un post su come splittare i video, ad esempio con VirtuaDub. Va bene, ci penso e mi metto all'opera.
Questo post è dedicato a Lucone ma se a qualcuno è stato utile e vuole offrirmi una birra è ben accetto, la piccola costa 3€ ....e grazie.
Di AntoWeb (del 04/07/2009 @ 18:42:22, in Informatica, linkato 83 volte)
Giovedi il mio pc ha beccato un virus di quelli tosti; insomma un vero e proprio “pitone informatico” di quelli che ridevo come un matto quando capitavano a colleghi e amici. Il bello è che non mi è entrato bypassando Firewall e Antivirus, l’ho scaricato io, sic, e l’ho pure eseguito, doppio sic.
Cercavo un keygen del cavolo e quando ho visto che era un eseguibile senza icona avrei già dovuto sospettare. L’ho lanciato e ho capito subito che non era un keygen e ho spento “a culo” il mio pc tenendo premuto il pulsante d’accensione per 4/5 secondi, ma quei 4 secondi sono stati sufficienti al virus di installare la sua “merda”. Avrei dovuto togliere la spina o spegnere la ciabatta, drastico si, ma forse avrei dato meno tempo al virus di agire.
E all’avvio del computer, dopo il logon mi dava schermata blu. Quelli di Microsoft però hanno poca fantasia, nella schermata blu mi scrivono: “Abbiamo bloccato il pc per evitare un potenziale danno al sistema operativo”; e qua io mi sono irretito rivolgendomi al computer gli ho detto: “ma figa, se non mi fai vedere il sistema operativo sei tu che mi fai un danno.”
Pazienza, ho cercato di risolvere ma mi da schermata blu anche in modalità provvisoria, è porprio tosto sto virus: che vergogna, e pensare che in ufficio uno dei miei soprannomi è HBAV (Human Barrier Against Viruses).
Non non sono riuscito nemmeno a sistemarlo con il BartPE! Be almeno con quello ho salavato quei pochi file che ho sul desktop
Soluzione rimanente: piallare la macchina e oggi ci ho dato dentro di pialla. Formattato, installato SO e pochi software per ora, tra cui Antivirus, FireFox 3 per navigare e ora sono di nuovo "online"!
Rimetterlo come prima ci vorrà parecchio tempo e pazienza, siccome ne avevo molti di software installati.
Intanto ho letto che un pensionato spara al proprio pc. dal Corriere: Il 68enne appassionato di informatica ed esasperato dal computer in tilt ha esploso 5 colpi con la sua calibro 22
mmmuuuhaahhuuu, che ridere, un classico caso di "pebkac" direi, confermi Alberto???
Però l'idea di sparare 5 colpi non ai computer ma a chi sta tra la sedia e la tastiera ogni tanto mi viene.
Di AntoWeb (del 24/06/2009 @ 00:01:54, in Informatica, linkato 436 volte)
Voglio tornare a parlare di Outlook e PST, implementando il post precedente. Outlook è un programma che conosco molto bene ed è vanto della mia abilità professionale. Recentemente per lavoro mi sono dovuto studiare i file OST e quindi ho pensato di postare qui le mie riflessioni. E aggiungendo anche altri argomenti inerenti alla posta.
OST
È il gemello del PST, quindi: PST: Outlook Personal Folder File (File delle cartelle personali di Outlook) – in inglese Personal Storage Table OST: Outlook Offline Folder File (File delle cartelle fuori rete di Outlook) – in inglese Offline Storage Table
E cioè in parole povere, il PST è il file locale della posta, sia che venga scaricata da un email provider o da un server di posta, cioè viene scaricata e tolta dal server, (a meno che si configuri di lasciare una copia sul server). Mentre l’OST è la “cache” di posta, ovvero una replica di quello che c’è sul server (Exchange), consultabile e modificabile quando non si è in rete (offline). Infatti quando si è fuori rete è comunque possibile creare voci di calendario, aggiungere o modificare i Contatti, nuovi appuntamenti o modificare mail e scrivere nuove mail; tutte le modifiche vengono applicate e quando ci si riconnettere alla rete (cnline), i dati della cache e i dati sul server si sincronizzano, le mail inviate e rimaste appese in “Posta in uscita” vengono spedite e quindi spostate in “Posta Inviata”. Quando si è online i dati vengono sincronizzati in tempo reale. I file OST sono configurabili solo con il server di posta “Microsoft Exchange” e si usano particolarmente sui portatili visto che non possono essere sempre connessi in rete.
Per configurare il file OST; La posizione di recapito predefinita della posta deve essere la Cassetta Postale ovviamente, non si deve scaricare la posta in locale altrimenti il file OST e la cache restano vuoti.
Dalle proprietà della Posta Elettronica nel Pannello di Controllo (Outlook deve essere chiuso) si configura Exchange e si deve attivare la modalità cache poi si imposta il file fuori rete. Outlook imposta il file nel percorso standard C:\documents and settings\user\impostazioni locali\dati applicazioni\microsoft\outlook Ma è possibile scegliere di salvare il file dove si vuole.
Dalle proprietà della posta, si immettono i dati del server e dell'utente e si spunta la voce "usa modalità cache" poi si deve cliccare il pulsante Altre impostazioni
Nella finestra delle Impostazioni si clicca su Impostazioni avanzte, e poi si clicca su Impostazioni file cartelle fuori rete
Scegliere dove collocare il file delle cartelle fuori rete col pulsante Sfoglia, se si vuole si può lasciare il perorso di defautl, io preferisco collocarlo nei miei documenti. Poi clic su OK, ci viene segnalato che il file non esiste e se si vuole crearlo; clic su OK per crearlo.
Al primo avvio, Outlook effettua la sincronizzazione tra la Cassetta Postale e il file OST, se sul server ci sono molti dati occorrerà molto tempo per completare la sincronizzazione. Quando il pc è scollegato si vedrà la Cassetta Postale normalmente come se fosse in rete.
Come il PST anche l’OST è suscettibile a danni e malfunzionamenti, infatti anche per gli OST esiste un tool di riparazione simile allo SCANPST.exe, che si chiama SCANOST.exe, anche questo file si trova nel computer con Outlook installato.
Con Outlook 2003 (forse già da Outlook 2002) esiste una funzione che memorizza gli indirizzi email recenti che abbiamo digitato nella barra indirizzi, ovvero quello che scriviamo in A… CC.. e CCN.. È molto comodo perché li ritroviamo facilmente senza dover cliccare nulla, si inizia a scrivere un nome e automaticamente il sistema propone alcuni suggerimenti, quando non vengono proposti suggerimenti significa che non abbiamo mai usato quell’indirizzo. Ma dove li memorizza il sistema?? Se formattiamo il computer quei nomi vengono persi, a meno che si salvi il file da qualche parte e poi lo riutilizziamo. Il file prende il nome del profilo di posta e ha estensione NK2, se il profilo viene denominato Outlook il file sarà outlook.nk2 e viene salvato in:
C:\Documenti and settings\nome utente\Dati applicazioni\Microsoft\Outlook\nome profilo.nk2
Se si deve formattare o cambiare il computer e si vuole mantenere questa lista di nomi il file NK2 va copiato e salvato. Spesso mi capita di amici (ma soprattutto colleghi) che non trovano più i nomi nella barra indirizzi e sono convinti di averli salvati in rubrica poi col pc nuovo questi nomi sono spariti anche se hanno importato la loro rubrica, ed è difficile spiegare che quelli non erano in rubrica ma indirizzi recenti memorizzati nel file NK2.
Esistono anche software per editare l’NK2, per cancellare, modificare o aggiungere, quelli che ho provato io non erano molto affidabili.
In questo file vengono memorizzati tutti gli indirizzi, anche quelli sbagliati o obsoleti, come si fa a toglierli senza un editor di NK2? Facile, si inizia a scrivere l'indirizzo sbagliato, poi basta selezionare l’indirizzo sbagliato dalla lista premere il tasto canc della tastiera e viene cancellato.
Undisclosed Recipients Avete mai ricevuto una mail indirizzata a “Undisclosed Recipients”??? Come funziona?? Semplice, basta creare un contatto nella rubrica e salvarlo con nome “Undisclosed Recipients” (o come si vuole) e come mail inserire il proprio indirizzo di posta. Poi per inviare le mail, In un nuovo messaggio si deve inserire nel campo A.. il contatto appena creato; Undisclosed Recipients E nel campo CCN.. (Copia Conoscenza Nascosta) tutti i destinatari. Chi riceve la mail ha vede solo l’indirizzo “Undisclosed Recipients”.
Volendo si può usare solo il campo CCN.. senza usare l’Undiscloed Recipients, ma cosi la mail è più di effetto.
Inoltre se si deve inviare mail a molti destinatari è meglio usare il campo CCN.., soprattutto per chi stampa la mail, infatti in questo modo non stampa tutti gli indirizzi che magari richiedono più di un foglio.
Nel calendario di Outlook ci sono 3 tipi di visualizzazione, giornaliera, settimanale e mensile. Se capita di voler vedere solo gli appuntamenti di 2 settimane si deve passare da una settimana all’altra oppure tocca visualizzare tutto il mese.
Mentre c’è un trucco semplicissimo, visto dal blog di Outlook Tricks, che permette di vedere 2 settimane nello stile mensile. Basta selezionare nel nel calendario nel pannello a sinistra, più giorni, selezionando 2 o 3 settimane e si vedono i giorni nello stile mensile.
Non sempre per tutti i miei post, ma se vi sono stato utile in qualche modo e vorreste offrirmi un birra, l'accetto volentieri, la piccola costa 4€. .....e grazie.
Di AntoWeb (del 22/04/2009 @ 15:29:38, in Informatica, linkato 1612 volte)
Avete presente la carta di credito prepagata delle Poste, la famosa PostePay? Comoda, utile e economica. L’ho usata tantissimo, sia su Internet che negli ATM, soprattutto all’estero. Ha una scadenza, e quando scade va rinnovata. Sapete come rinnovarla??? Noo!! Tranquilli neanche le Poste!
Non è che non lo sanno, loro possono rinnovarla ma a pagamento, 5€, cioè in pratica se ne fa un’altra. Mentre è possibile rinnovare la PostePay gratuitamente e senza spesa telefonica in quanto si chiama un numero verde.
Ma è qui sta la parte difficile, o perlomeno lo è stata per me. Sul sito Poste.it non ho trovato nulla, pensavo si potesse fare online, afflitto chiamo un numero verde, ma nemmeno quello giusto. Faccio 6 chiamate, parlo con 4 operatrici, di cui 2 pressapochiste, 1 onesta, nel senso che mi ha detto chiaro e tondo non sapeva come ca**o si rinnovasse, e io tra me e me ho pensato: "ma io ho chiamato il call center delle poste o dell’ikea???" Booh, e finalmente l’ultima operatrice che mi illumina, non solo mi da il numero verde ma anche i tasti da premere in sequenza. E in breve, 2 settimane circa, ho ottenuto la mia nuova Poste Pay, senza spesa e senza coda alle Poste.
Ho deciso quindi di "postare" le istruzioni di rinnovo telefonico della PostePay sul mio modesto blog per chiunque potesse averne bisogno.
Il numero verde da chiamare è il seguente
800 00 33 22
Non ci sono operatori e la cosa mi rende felice.
Il rinnovo si divide in 2 fasi:
la prima fase per rinnovare la carta, a seguito del rinnovo, arrivano nella nostra cassetta delle lettere 2 buste (in tempi diversi), in una c’è la nuova carta, nell’altra c’è il nuovo PIN,
la seconda fase per attivare la nuova carta, finché non si attiva la nuova carta non è valida e non funziona, ed è anche vuota ovviamente, con l’attivazione si ha anche il travaso del “vil denaro” dalla vecchia carta alla nuova.
Rinnovo Chiamando il numero verde, parte il disco che dice più o meno: bancoposta risponde… Poi enuncia il menu, scegliere come segue:
1 per utenti privati
4 per servizi postePay/Posteclic/…./ecc
1 per poste Pay
1 Rinnovo
Da qui in poi vi verranno chiesti i vostri dati e il numero della carta, e se i dati dell’indirizzo proprietario è corretto, al termine vi verrà detto di chiudere la chiamata. A questo punto si deve aspettare l’arrivo della nuova carta e PIN a casa. Quando arrivano entrambi le buste si deve fare l’attivazione.
Attivazione È utile avere sottomano le 2 carte, codice fiscale, eccetera.
1 per utenti privati
4 per servizi postePay/Posteclic/…./ecc
1 per poste Pay
2 Per attivare la carta
Da qui in poi vi chiedono ancora i vostri dati e il numero della vecchia carta e della nuova carta (non fate confusione, neh), poi vi chiedono di accettare il Consenso al Trattamento dei Dati, per ben 3 volte (se non ricordo male) dovete accettare o non è possibile attivare la carta, al termine vi informa che l’attivazione è avvenuta, che i soldi sono stati travasati e vi dice il saldo, vi informa che sarebbe utile tagliare la vecchia carta per evitare usi impropri e comunque non è più valida, al termine vi dice di chiudere la chiamata.
Il tutto sia del rinnovo che attivazione non si parla con un operatore in persona ma con un programma telefonico, insomma un disco e si attivano le opzioni premendo i numeri.
Note: Chi ha un account su Poste.it; la lista movimenti all’attivazione della carta viene azzerata e parte con un nuovo saldo, dovete salvarvi la lista movimenti prima di rinnovare la carta se volete tenere traccia di tutti i movimenti e salvarla da qualche parte sul vostro pc.
Chi usa PayPal o altro e aspetta pagamenti durante l’attivazione, non perde i soldi, le Poste non possono collocare i soldi sulla nuova carta ma mandano un vaglia postale con raccomandata A/R con i soldi spettanti al proprietario della carta. Chi usa Paypal è meglio che associ la sua nuova carta al suo account Paypal e disattivi la vecchia carta.
Raccomandazioni: tutto il presente articolo è dato AS IS, ovvero non prendete tutto per oro colato. Non mi assumo responsabilità alcuna per problemi o errori, ascoltate tutto il disco telefonico non premete i tasti prima che finisca di enunciare tutto il testo e se non capite un passaggio annullate e rifate il procedimento, comunque c’è sempre la possibilità di tornare al menu precedente con il tasto 0.
Non sempre per tutti i miei post, ma stavolta, se vi sono stato utile e vi ho fatto risparmiare non tanto le 5€ ma una lunga e tediosa coda allo sportello delle Poste e vorreste offrirmi un birra ,l'accetto volentieri, la piccola costa 3€. .....e grazie.
Di AntoWeb (del 03/03/2009 @ 15:12:38, in Informatica, linkato 91 volte)
ACL sta per “Access Control List”, in italiano “lista di controllo accessi” ovvero una lista di persone (utenti) che possono entrare (accedere) ad un dato oggetto, un file o cartella, ad esempio sul server. Parte del mio lavoro è la gestione di ACL del “File Server” un serverone dedicato solo allo store della documentazione aziendale. Strutturare i permessi (ACL) di cartelle e files in modo organico e soprattutto ordinato, e dato che l’ordine per me è imperativo è un lavoro che svolgo bene e mi piace. Dicaimo un lavoro che svolgo in modo "da certosino". (Non il formaggio, neh!)
Con la gestione di questi permessi (ACL) faccio in modo che le cartelle del server siano accessibili solo alle persone giuste, utenti di un gruppo o reparto accedono solo alle cartelle di riferimento di quel gruppo.
Riassumendo, in pratica le ACL sono le proprietà di accesso a un determinato oggetto, ovvero le impostazioni su chi può leggere, scrivere o eseguire e gestire quell’oggetto. Si può impostare anche chi può gestisce le ACL di quell’oggetto ad esempio l’utente stesso. Ci sono diversi tipi di ACL ma voglio discutere delle ACL legate al File System, File/Cartelle.
Siccome gli oggetti hanno una struttura complessa ovvero cartelle che contengono cartelle che contengono cartelle e cosi via come le scatole cinesi o la Matrioska, quindi i permessi non sono legati a un singolo oggetto ma a tutta la struttura cui è legato, e si propagano a discesa; si dice “di padre in figlio”. Tali permessi devono essere lineari, non è possibile dare permessi a un oggetto figlio diversi dall’oggetto padre, o meglio è possibile ma ha severe controindicazioni informatiche. Quando si fanno modifiche a un oggetto padre di solito il sistemista o l’ACL manager propaga i permessi a tutta la struttura di oggetti figli e se ci sono permessi diversi questi vengono rimossi. Tutti gli oggetti “ereditano” i permessi dal padre. Se una cartella è stata impostata per non ereditare quando propaghiamo i permessi dal padre perde i requisiti e eredita perdendo i permessi precedenti. Questa la regola, gli oggetti figli dovrebbero avere gli stessi permessi dell’oggetto padre, ma non è mai così. Soprattutto se a decidere i permessi non è un sistemista, cioè io , ma gli utenti, anzi gli “utonti”.
Da qui la difficoltà del sistemista che deve impostare permessi sulla base di richieste degli utenti e quanto viene richiesto spesso viola le regole logiche delle ACL, che essendo logiche non sono difficili da comprendere, ma spiegarlo agli utenti è sempre stato un dramma.
Dal web ho preso questo grafico che rappresenta gli oggetti, fonte Microsoft:
|Parent |__Child
È palese che se devo dare a un utente l’accesso a Child devo anche darlo a Parent, altrimenti come ci arriva a Child??? Per intenderci, Parent è la cartella Alfa con dentro Child ovvero una cartella con nome beta. Chiunque usi il computer sa che per aprire la cartella Beta devo prima aprire Alfa, Anche se utilizzo il comando Esegui e digito C:\alfa\beta significa palesemente che passo per Alfa per arrivare a Beta. Sembro pedante, vero? Eppure costantemente, continuativamente ricevo richiesta anomale come far accedere qualche utente a Beta senza dare i permessi anche a Alfa, cosa impossibile. Se poi aggiungete che non c’è solo Alfa e Beta ma tutto l’alfabeto greco di cartelle e sottocartelle.
È come volendo andare dal primo piano al terzo senza passare dal secondo: si può fare, ma è macchinoso. non posso creare mille Shares per ogni esigenza degli utenti. E poi dovendolo fare si bucherellano le cartelle che è un piacere.
Ste cose non me le sogno, ma sono scritte qui (Microsoft) e qui (Wikipedia).
Questo post è più uno sfogo mio sul fatto di avere a che fare con gente poco sensibile informaticamente parlando, però non tutti sono cosi, diciamo utonti, qualche utente sensibile c’è, meno male.
Di AntoWeb (del 19/01/2009 @ 23:13:42, in Informatica, linkato 1512 volte)
Outlook/PST Tools
Inizio una nuova categoria di post dedicata all'Informatica, che rientra tra le mie passioni, e voglio parlare di Microsoft Outlook e relativi problematiche sui file di posta (pst), problemi che ho riscontrato in prima persona sul campo lavorativo.
Le versioni di Outlook sono cambiate nel tempo con modifiche più o meno importanti nell’interfaccia grafica, il cambio radicale c’è stato passando dalla versione di Outlook 2002 (XP) alla versione di Outlook 2003, perché da questa versione in poi il formato PST (Outlook Personal Folder File) cambia in formato Unicode, mentre tutte le versioni precedenti sono in formato Ansi. Da questa versione è possibile configurare entrambi i formati di posta anche se l’ultimo essendo obsoleto è molto meno performante.
Qual è la differenza??? Semplice, passa da 7bit a 16bit, (fa molto strano che passa da 7 e non da 6 o da 8, ma cosi è), differenza sostanziale è che non ha più il limite di 2GB di dimensioni. Con i vecchi PST oltrepassando questo limite il PST diventa inaccessibile e inutilizzabile.
E chi gestisce “Cartelle Personali” di posta a più di 800 utenti, come me, sa che questa eventualità non è rara. Quanti “smaronamenti” a cercare di recuperare la posta a qualche “pitone” che non si accorge di aver reso il file di posta “oversized”? Tantissimi! Ma sono sempre riuscito nel mio intento, quasi.
E adesso con questo nuovo formato il limite è di 20GB, non oso immaginare che esistano utenti con una posta di queste dimensioni, con mail ordinarie significa avere, tra posta inviata e ricevuta, circa 600.000 mail. È vero che sono riuscito a recuperare files di posta “oversized” da 2GB ma non certo in un quarto d’ora, ci voglio dalle 2 ore in su, il tempo per recuperare un 20GB si decuplica.
Ovviamente si potrebbe risolvere ‘aziendalmente’ portando la posta su un server, ad esempio Exchange, ma aziende con numero di utenti sopra il migliaio la cosa non è proprio fattibile, lo spazio richiesto è enorme.
Nella azienda dove lavoro abbiamo uno storico di posta di 10 anni ed è impensabile mettere tutto sul server, richiederebbe un server con un storage di svariati TeraByte.
Io personalmente opterei per lasciare su Exchange la posta dell’anno in corso e gli anni precedenti in locale su client dell’utente e su relativo bkp, insomma storicizzare..
Per gli utenti domestici Microsoft consiglia di cambiare il proprio PST da Ansi a Unicode ma non offre nessuno strumento al momento, ma ce ne sono diversi di “terze parti”, oppure se il vostro PST non è enorme consiglia di create un nuovo PST in Unicode e in Outlook travasate la posta da un pst all’altro, poi eliminate il pst (ansi) obsoleto.
Uno dei metodi per evitare di rendere il file di posta “pesante”, come detto sopra, è di storicizzare creando più PST. Io ho anche “educato” alcuni utenti sensibili (si, qualcuno c’è) a contattarmi ogni fine anno per storicizzare la posta e creare un nuovo PST per l’anno nuovo e avere la posta ordinata di anno con anno.
A dir il vero, ai tempi, io storicizzavo senza sapere il termine, in pratica dividevo la posta agli utenti in file PST per ogni anno o gruppi di anni, poi Eros un bel giorno mi ha chiesto se storicizzavo e io ho risposto: “Eeehh?” Poi gli ho spiegato che, si, suddividevo la posta per anni e ho capito che voleva dire storicizzare.
SCANPST
Ma cosa fare se e quando il PST si “rompe”??? O diventa sovradimensionato? (il termine inglese ‘oversized’ fa più fico però). Se si rompe, ovvero quando Outlook non riesce più a gestirlo occorre usare un tool di Microsoft: SCANPST.exe
Si trova solitamente in: C:\Programmi\File comuni\System\MSMAPI\1040 oppure cercatelo col Trova, anche Microsoft suggerisce di cercarlo col Trova .
Scanpst fa un’analisi del PST (Outlook deve essere chiuso) e avvisa se ci sono errori, in caso di errori fa la riparazione.
La riparazione dura moltissimo tempo, a seconda delle dimensioni del pst, non serve fare backup poiché ci pensa lo Scanpst, infatti crea 1 file di backup, 1 file di log e il nuovo PST.
Se il nuovo PST funziona si può cancella il file .bak Se il file PST è di circa 2 GB occorre avere almeno 4 GB liberi sull’Hard Disk, 2 per il backup e 2 per il nuovo pst, ovviamente.
Poi il PST essendo un database precisamente come un MDB richiede manutenzione, il file aumenta di dimensioni man mano che aumentano i messaggi, ma quando vengono eliminati i messaggi il PST non si ridimensiona automaticamente e le dimensioni del file non rispecchiano le dimensioni effettive della posta, quindi occorre effettuare una “compressione” ogni tanto.
Prima di eseguire lo scanpst sul file di posta inacessibile è utile praticare la compressione. Il termine Comprimi non è esatto, infatti dalla versione Outlook 2007 i traduttori di Microsoft Italia hanno cambiato termine in Compatta che è più esatto; è una sottigliezza lo so ma utile a comprendere meglio cosa fa questa funzione, che non comprime il PST ma lo depura da elementi “orfani”, esattamente come compattare un MDB, anche questa operazione richiede parecchio tempo se non è mai stata eseguita, soprattutto per PST oversized. Da Outlook 2007 il PST si compatta e si ripara autonomamente, ma consiglio ugualmente di eseguire questa operazione comunque, e regolarmente.
Strumento di troncamento per i file PST e OST
Lo scanpst ripara file di posta corrotti o danneggiati ma non sempre ripara file oversized e se nemmeno con la compattazione si riesce a ripristinare il PST oversized come fare per recuperare la posta?? Microsoft mette a disposizione un tool dal nome di Strumento di troncamento per i file PST e OST con dimensioni eccedenti i limiti (OST è il file di posta fuori rete).
È un software che tronca il file in 2, ovviamente è necessario anche per questa operazione avere almeno 4 GB di spazio libero per PST Ansi, 40GB per PST Unicode.
Microsoft suggerisce di troncare dal file 25/50MB in modo da avere 2 PST di cui uno da 1.9GB e l’altro da 50/100MB. Questi 2 file vanno controllati e riparati con lo SCANPST. Altra operazione lunga e tediosa. Una volta ottimizzati con Scanpst si possono aprire con Outlook, prima cosa da fare sul PST da 1.9GB è compattarlo, magari se si è fortunati porta il file a dimensioni accettabili, poi chiaramente storicizzare ovvero creare file PST vuoti e travasando i messaggi dai PST creati dal Truncation utility, facendo in modo che questi PST non diventino a loro volta oversized, ecco perchè creare più file PST.
Ovviamente questo tool tronca il file “alla cieca” e c’è il rischio di perdere 1 o più messaggi di posta, ma meglio perderne 1 solo che tutta la posta dell’utente. Questi tool si trovano tra i link che ho messo nei “reference”.
AVVISO Prima di fare esperimenti con i propri file di posta consiglio sempre di fare delle copie di backup. Queste operazioni richiedono moltissimo tempo, soprattutto la storicizzazione,, ovvero il travasamento dei messaggi da un pst all'altro. Sarebbe utile avere un pc molto performante.
Le info e consigli sono presi dalla mia esperienza diretta e da Internet, e vengono dati "as is". Non mi assumo nessuna responsabilità per danni alla vostra posta.
A standard for representing characters as integers. Unlike ASCII, which uses 7 bits for each character, Unicode uses 16 bits, which means that it can represent more than 65,000 unique characters. This is a bit of overkill for English and Western-European languages, but it is necessary for some other languages, such as Greek, Chinese and Japanese. Many analysts believe that as the software industry becomes increasingly global, Unicode will eventually supplant ASCII as the standard character coding format.
Traduzione di Google Translate
Uno standard per rappresentare i caratteri come interi. A differenza di ASCII, che utilizza 7 bit per ogni carattere, Unicode utilizza 16 bit, il che significa che esso può rappresentare più di 65000 caratteri unici. Questo è un po esagerato per l'inglese e le lingue europee occidentali, ma che è necessario per alcune altre lingue, come il greco, cinese e giapponese. Molti analisti ritengono che, come l'industria del software diventa sempre più globale, Unicode soppianterà ASCII come formato di codifica standard di carattere.
Non sempre per tutti i post, ma stavolta, se vi sono stato utile in qualche modo e vorreste offrirmi un birra, l'accetto volentieri, la piccola costa 3€. .....e grazie.