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 Il "Portão" del Morro... di AntoWeb
 
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Quem não gosta de samba bom sujeito não é, é ruim da cabeça ou doente do pé Chi non ama il samba non e` una buona persona, o e` malato di mente, o ha male ai piedi

Dorival Caymmi
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di AntoWeb (del 03/03/2010 @ 22:50:21, in Letture, linkato 346 volte)

Di questi tempi sento in giro citazioni, massime e aforismi vari che trovo interessanti o che sono carine ho deciso di raccoglierne qualcuna di amici, colleghi o viste sul web o stampate su t-shirt.

Le prime sono relative al Brasile, ovviamente;

«O Brasil, ame-o ou deixe-o »
Il Brasile, amalo o lascialo.
(Jorge Amado)

«Io non sono africano. La mia cultura è questa, il frutto di più culture. Io sono brasiliano »
(Carlinho Brown)

«Se ami viaggiare lascia il Brasile per ultimo»
(da un blog sul Brasile)

«Sorria, você està na Bahia»
(detto di Salvador)




Queste sono massime che ho visto da amici su Skype/FaceBook/Blog

«Quello che è, è!»
«L’è mei muntà che menal»
(Giosy, amico di viaggi in Brasile che diceva sempre ste due frasi in spiaggia.)

Alberto
«I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là!» (Jim Morrison)
«Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole. (Fabrizio De Andrè)
«Un giorno, guidati da stelle sicure ci ritroveremo in qualche angolo di mondo lontano, nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati o sui sentieri dove corrono le fate.!» (Ninna Nanna - Modena City Rambler)

Sul lavoro qualcuno mi ha detto:
«i computer sono dei  ‘cretini veloci’ affidati in dotazione a dei ‘cretini lenti'.»

Teo
«La morte non riguarda gli esseri umani. Quando loro ci sono lei non esiste. Quando c’è lei non esistono gli esseri umani.» (Anonimo)

Eros:
«io muoio alla giornata»  (Anonimo)
 «Sin cerverza no hai devolution y sin moscatel la vita se acaba.»
(Senza birra non c'è rivoluzione e senza moscatello la vita si ammoscia)

Marco
«Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “CAZZO” sui loro aerei perché è…..osceno… » (Apocalypse now)

Strap
«Si vive con il ‘bravo’ non con il ‘bello’.» (Strap/Joe Piccolo)
«La bellezza è la miglior lettera di raccomandazione» (Aristotele)
aggiunto su richiesta di Strap nel commento: Si hai ragione, cioè Aristotele ha perfettamente ragione ed è valido ancora oggi.

Lukic
«Can this bridge cross the ocean?»

Davide
«Do not worry about your difficulties in Mathematics. I can assure you mine are still greater!»
(Non preoccuparti delle tue difficoltà in Matematica. Ti assicuro che le mie (difficoltà) sono ancora più grandi)
(Albert Einstein)





Viste su t-shirt:

«Summer is a state of mind»
«È meglio essere un ubriacone famoso che un alcolizzato anonimo.»
«Tutti guardano quanto bevo ma nessuno guarda quanta sete ho!»

Viste su Internet/FB:

«In the drowsy dark cave of the mind dreams build their nest with fragments dropped from day's caravan.»
Nell'assopita e buia caverna della mente, i sogni fanno il nido con i frammenti caduti dalle carovane del giorno.
(Rabindranath Tagore)

«E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità.» (Anonimo)

Family:
Mio zio Luigi P. nelle occasioni che ci incontravamo (al bar) non lasciava mai pagare da bere ne a me o a mio fratello e diceva sempre una massima ovviamente nventata da lui:
«Sugherà ul Pò,’sugherà ul Tisen, ma minga ul purtafoi del pereghin.»
(Asciugherà il Pò, asciugherà il Ticino, ma mai il portafoglio del Pereghino)
: - D: - D Mi è sempre piaciuta questa massima.

Mio nonno teneva sempre un ombrello tutto impolverato dal non uso e legato alla canna della bicicletta, quando gli chiedevo perché mi rispondeva immancabilmente cosi:
«Mei purtal a dre cum’è un baston, putost che ciapà l’aqua m’è un cujon.»
(Meglio portalo come se fosse un bastone piuttosto che prendere l’acqua come un cogl**ne.)

Un amico di mio fratello dice sempre:
«I donn de Milan custan pocu e te la rinfacen minga.»
(Le donne di Milano (lucciole) costano poco e non te la rinfacciano.)
 
Di AntoWeb (del 19/01/2010 @ 21:18:50, in Letture, linkato 133 volte)
È un po' che non vi rompo le palle con post sulle mie letture, l'ultimo post risale a giugno. Del resto qualcuno di quei pochi che segono il mio blog mi ha fatto notare che i post sulle mie letture sono noiosi. E controllando le statistiche dal pannello di controllo del mio blog, noto che quei post sono poco cliccati.

Ma chissene frega, io un bel post sulle mie letture lo metto lo stesso. : - D : - D

Attualmente sto leggendo il romanzo Order 66 di Karen travis, è il quarto romanzo della serie "Republic Commando" dell'universo di Star Wars ovviamente.

l'"Order 66" è l'ordine che da il cancelliere Palpatine a tutti i Clone Trooper per trucidare tutti i cavalieri Jedi sparsi per la galassia poco prima di instaurare il Primo Impero Galattico.

Sono quasi a metà, però non so ancora come si sviluppa, la cosa interessante è che nel corso della stesura di questi romanzi Karen Travis si è dedicata a sviluppare la lingua Mando'a, il linguaggio dei mandaloriani,;chi sono costoro, per esempio il più famoso è Boba Fett e nella serie prequel Jango Fett. Con i fumetti e romanzi dell'Universo Espanso si sono sviluppati altri personaggi mandaloriani. Spero che questa lingua artificiale diventi famosa e che Google crei una pagina in questo linguaggio, come del resto ha fatto per, lo stratrekiano Klingoniano, mannaggia. Se dovesse succedere sarà la mia pagina di default.

Nella trilogia la scrittrice vuole narrare le storie di alcuni Clone Trooper e dei relativi Genarali Jedi. Ovviamente nessuno dei personaggi visti al cinema. I clone trooper sono addestrati da mandaloriano, che gli inculcano oltre ai metodi bellici anche la cultura mandaloriana, del resto sono tutti cloni di Jango Fett.

Nelle storie ci sono 2 squadre di clone trooper, Alfa team e Omega Team, più c'è il sergente Kal Skirata,  uno degli addestratori e dei Cavalieri Jedi. Il sergente Kal Skirata è uno dei personaggi principali, assieme a una squadra di clone trooper scelti detti Null percepisce che la Guerra dei Cloni è un camuffamento anche se non sa ancora chi ha ordito tutto quanto. Dai film noi sappiamo che l'artefice è il cancelliere Palpatine con lo scopo di distruggere i Jedi e diventare Imperatore con Anakin come suo nuovo apprendista.

Il suo obiettoivo è quello di salvare i suoi ragazzi, ovvero una parte dei Clone Trooper, i Null per portarli sul pianeta Mandalore.

Ora sto leggendo e voglio vedere se ci riesce. 


Order 66

Tra l'altro questo è il quarto della serie ed è già uscito il quinto, ma lo devo ancora acquuistare.
 
Di AntoWeb (del 28/06/2009 @ 21:56:59, in Letture, linkato 106 volte)
Ho terminato di leggere Death Star, a cui ho dedicato un post pochi giorni fa, e il prossimo romanzo dedicato alla "galassia lontana lontana" è intitolato Allegiance di Timothy Zanh, scrittore prolifico di romanzi dell'universo di Star Wars.
Allegiance

La storia di questo romanzo si colloca a metà tra i film "Una nuova speranza" e "L'Impero colpisce ancora".
I protagonisti sono i nostri eroi, Luke, Leia e Han Solo.
Luke non è ancora ben addentro ai misteri dei Jedi e Han Solo non è molto convinto di unirsi ai Ribelli.
In più ci sono personaggi che non sono mai apparsi nei film e che fanno parte dello "Expanded Universe", come Mara Jade, futura moglie di Luke. Inoltre ci sono dei stormtrooper che disertano dall'Impero.

Devo ancora iniziare, quello che so l'ho letto solo dalla copertina.

Però prima di passare a leggere questo romanzo, ho deciso di riprendere a leggere i vecchi urania che ho accantonato in un angolo della mia mansarda.
Ne ho un bel po' da leggere.
Ora mi leggo un romanzo di Michael Elder dal titolo Trist lo straniero, di questo autore ho letto solo un'altro romanzo e non mi è piaciuto, speriamo che questo sia interessante, il tittolo in inglese è The Alien Earth ma preferisco il titolo italiano:

Urania
Come si vede dalla copertina il quattordicinale costava ben 300 lire (15 centesimi di €)
Bei tempi.
Questo Urania non l'ho comprato in edicola, ma fa parte delle mie acquisizioni in materia di collezionismo librario 8 - ).
Oggigiorno ho lasciato perdere ma ai tempi giravo per le bancarelle di Milano alla ricerca di pezzi preziosi.
Ora non so neanche se ci sono ancora queste bancarelle; peccato.
La cover, come tutte le cover di Urania di quei tempi è del mitico disegnatore Karel Thole che io ho pure conosciuto alla Conventions di San Marino del 1989.

 
Di AntoWeb (del 18/02/2009 @ 00:26:30, in Letture, linkato 97 volte)
Rifacendomi al post precedente sulle mie attuali letture devo aggiungiere un 7 libro da leggere, ovvero l’attualissimo “Gomorra”, prestatomi da mia zia che mi assicura che posso tenerlo ‘a lungo?


Nel frattempo ho terminato i primi 3, ‘Le avventure del capitano Hatteras’, ‘Le controverse avventure del Comandante Vasco Moscoso Aragão, Capitano di lungo corso’ e ‘Flatlandia’.

Il primo romanzo che ho letto, di Jules Verne non è fantascientifico come la maggior parte delle sue opere ma è solo avventuroso e in un ambiente veramente ostico, il circolo Polare. L’obiettivo della nave di Hatteras è raggiungere il Polo Nord e ci riescono in 2 anni, con mille peripezie e dovendo svernare ben 2 volte a temperature micidiali. Il racconto è pieno di annotazioni storiche autentiche sull’esplorazione di quei mari fatte da valorosi uomini d’avventura che cercavano in quel secolo di scoprire il ‘passaggio a nord-est’. Molto belle e verniano, passano un inverno vivendo in una casa completamente costruita col ghiaccio combattendo contro orsi polari e con scarsi viveri oltre che al freddo costantemente basso.



Il terzo romanzo che ho letto è ‘Flatlandia’ dello scrittore Edwin A. Abbott, è del 1881. Narra le vicende di esseri che vivono in un universo a solo 2 dimensioni, cui i componenti della società sono forme geometriche pure, triangoli, quadrati, poligoni e cerchi, la gerarchia va da membri con meno lati (triangoli) fino ad arrivare in cima della scala gerarchica con poligoni composti da moltissimi lati e terminando con i cerchi. Il racconto narra le vicende di un quadrato che scopre altre dimensioni, “linealandia” con 1 sola dimensione, “spacelandia” con 3 dimensioni.
Ovviamente viene imprigionato come eretico, ma nella vicenda con la sfera che gli fa scoprire la 3° dimensione argomenta che se in Flatlandia sono ottusi perché non concepiscono un universo a 3 dimensioni anche gli esseri “spacelandia” (noi) siamo a nostra volta ottusi perché non concepiamo un universo a più dimensioni. Racconto interessante, da Wikipedia ho scoperto che ne hanno fatto un film d’animazione uscito nel 2007 nelle sale americane e sicuramente non è uscito nelle nostre, ma mi informerò.

Il motivo che ho saltato il 2° libro, “Le controversie avventure del Comandante Vasco Moscoso Aragão, Capitano di lungo corso” conosciuto anche come "I vecchi marinai" è perché ho trovato questo racconto straordinario e meritevole di approfondimento. Amado è uno dei miei autori preferiti  del genere "mainstream" ovvero non di fantascienza”, e moltissimi romanzi di Amado nella lettura coinvolgono il lettore, sicuramente hanno coinvolto me, ma questo è veramente spettacolare.

Il racconto fa parte del libro “Due storie del porto di Bahia” contenente 2 novelle, “La doppia morte di Qunicas l’acquaiolo” e quest’altro del Comandante Vasco, il racconto di Quincas l’avevo già letto in portoghese, faticaccia immane, e poi in italiano. Il nome acquaiolo gli è stato dato perché nella sua vita non ha mai bevuto un goccio d’acqua ma solo birra e cachaça. Mi sa che gli dedicherò un post tutto suo a questo personaggio.
Ma rimaniamo su Vasco.

Siccome ho inserito in Wikipedia una nuova voce relativa a questo racconto vi inserisco lo stralcio della Trama che per una volta non ho tradotto da Wikipedia PT(Brasil) ma scritta integralmente da me:

Trama:
Arriva a Periperi un certo Vasco Moscoso de Aragão, capitano di lungo corso. Con le sue storie di mare, porti lontani e esotici e donne egualmente esotiche e sensuali, coinvolge la cittadina di villeggianti e pensionati, ma Chico Pacheco, invidioso del comandante, non gli crede, e pensa che sia un fanfarone, dopo alcune indagini svolte a Bahia, Chico torna con la sua versione dei fatti: Vasco è solo un ricco commerciante che fa la vita ‘bohemienne’ con un gruppo di amici, che ottiene il titolo di comandante solo per soddisfare il suo desiderio di possedere un titolo e non essere più semplicemente ‘sig. Vasco’. Gli amici di Vasco riescono a procurargli il titolo di ‘Capitano di lungo corso’ con il grado di ‘Comandante’ e in più anche una medaglia, il tutto ottenuto illecitamente. Vasco si immedesima talmente nella sua figura di ‘Comandante’ che inizia a indossare divise da ufficiale completa di medaglia, fuma la pipa, e colleziona oggetti marittimi. Nella vecchiaia si trasferisce a Periperi.

Ora le 2 versioni, quella del Comandante e quella del Chico Pacheco dividono la cittadina, chi crede ferventemente nel Comandante e che lo crede un fanfarone bugiardo.

Per dipanare la questione il fato porta Vasco Moscoso a ‘comandare’ una nave da Bahia a Belem fermandosi in vari porti lungo la costa.

Il Comandante accetta anche per dimostrare ai suoi amici di Periperi che lui è un vero Capitano di lungo corso.

Il viaggio si svolge regolarmente, Vasco infatti lascia la guida della nave al secondo. Ma all’arrivo a Belem nello stato di Parà, il secondo chiede al Comandante con quante gomene devono fissare la nave al porto dicendogli che è una tradizione marittima che il comandante decide come ormeggiare la nave. Indeciso Il comandante dice ‘’’tutte’’’ e si scatenano le risate sulla nave, nel porto e in tutta Belem, Vasco si accorge di aver commesso un errore di essere diventato lo zimbello della nave e di Belem. Si rifugia in una pensione infima dove si ubriaca di cachaça e si addormenta profondamente, amareggiato e deluso. Ma quella notte sulla città di Belem si scatena l’uragano più violento che si sia mai visto, case distrutte, morti, piantagioni distrutte e il porto in rovina. Tutte le navi distrutte o alla deriva tranne la nave del Comandante Vasco Moscoso Aragão, intatta e inamovibile, precisamente come era stata ormeggiata dal suo capitano.

E questo è l’explicit geniale del racconto: il Comandante torna vittorioso a Periperi, onorato da premi e acclamato da tutti i giornali, i cittadini che lo diffamavano erano ora i suoi fans più accaniti.





Ieri mattina ho iniziato il romanzo de “Il Piccolo Principe”, scritto dallo scrittore aviatore Antoine de Saint-Exupéry,  avvincente, infatti a momenti non scendevo a tempo dal treno nella mia stazione. E arrivavo più tardi ancora con grande irritazione di Daniele che mi aspettava per fare colazione insieme alla macchinetta del caffè. E oggi l'ho quasi terminato, cosi passo ai successivi libri che ho da leggere, Gomorra e Grande Sertão.

 
Di AntoWeb (del 29/10/2008 @ 23:20:21, in Letture, linkato 75 volte)
Sto finendo di leggere il romanzo di Star Wars cui all'ulitmo post sulle mie letture, mancano una manciata di pagine e ho già preparato 5 libri da leggere.
Uno è di jorge Amado, preso in prestito dalla biblioteca del mio paese dal titolo Due storie del porto di Bahia, sono infatti due racconti che però uno l'avevo già letto in portoghese, meno male che era breve, quindi manca l'altro racconto che è più corposo.

Due storie del porto di Bahia

Il secondo è un ritorno a un vecchio autore che leggevo più di 35 anni fa: Giuli Verne, il titolo del romanzo è Le avventure del capitano Hatteras, uno dei pochi che non avevo mai letto. Narra la storia della spedizione al Polo Nord da parte dei britannici guidata appunto dal capitano Hatteras. Sempre preso a prestito dalla biblioteca.
Le avventure del capitano Hatteras

Il 3 e il 4 sono Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e Flatland di Edwin Abbott Abbott, entrambi racconti del fantastico. Presi a prestito da mio cugino che si sta laureando in Fisica.
Forza Davide.
Piccolo Princpie     Flatland

Il 5 l'ho comprato su Ebay e dopo che l'avrò letto lo regalerò a Strap. Il titolo è Grande Sertão e come si intuisce parla del Brasile e del Sertão, sona desertica, brulla dell'interior del Brasile, ma non è di Jorge Amado ma di João Guimarães Rosa, uno scrittore brasiliano e questo romanzo è il suo più grande successo e anche uno dei più importanti libri della letteratura brasiliana. Parla del Jagunço Riobaldo.



Non li leggerò nell'ordine anche perchè quelli della biblioteca devo restituirli il prima possibile.

Avendo ormai l'anima del wikipediano mi sono interessato per vedere se c'erano gli articoli dedicati a questi romanzi e relativi autori. Gli autori ci sono tutti, e ci sono le voci sul Piccolo Principe e Flatland(ia).
Mancano i racconti di Amado e Grande Sertão. Quindi mi impegnerò a colmare questa lacuna a breve.
 
Di AntoWeb (del 18/10/2008 @ 20:04:58, in Letture, linkato 103 volte)
Con questo post inizio un nuovo topic: Letture.

Terminato di leggere un ultimo romanzo dedicato all’universo di Star Wars, ad agosto per le vacanze in Brasile mi sono portato un romanzo mainstream, e sono tornato a leggere Jorge Amado, ho preso in prestito dalla biblioteca di Usmate, un romanzo dal titolo Alte uniformi e camicia da notte. Ma ovviamente sono riuscito a leggere ben poco, in vacanza. E - ) Tutti gli anni la stessa storia mi porto un libro da leggere ma sono troppo impegnato per leggerlo.
Poco male, ho ultimato la lettura a casa, leggendomelo sul treno e bus, andando a lavorare.



Questo romanzo si svolge a Rio de Janeiro, contrariamente a quasi tutti gli altri che si svolgono a Bahia, e precisamente tra le mura della Accademia Brasiliana di Lettere, il periodo storico è quello degli anni ’30, in piena dittatura dello “Estado Novo” di Getulio Vargas. La trama è la seguente: uno degli “immortali” come vengono definiti i membri dell’Accademia, muore e lascia il posto di accademico libero per un altro letterato e si ha una gara per eleggere il migliore dei candidati.
Il romanzo narra gli eventi di questa lotta da parte di due candidati, entrambi militari di alto grado, un colonnello e un generale, da qui il titolo Alte Uniformi, con colpi di scena e lotte sommerse. Il colonnello però non è benvoluto dalla maggior parte degli accademici che compiangono il poeta Antonio Bruno, l’accademico scomparso, che al contrario è un amante delle cose belle e soprattutto delle belle donne e da qui parte del titolo Camicie da notte. Gli accademici amici del poeta contrastano il colonnello appoggiando l’altro candidato, il generale in pensione. Nella lotta si coinvolgono anche le amanti di Bruno con storie del loro amorenell'intreccio.

Una volta completato questo libro sono ritornato al mio universo fantascientifico, leggendo il 3° volume della serie Republic Commando dal titolo True Colors.
Gli altri 2 letti precedentemente sono Hard Contact e Triple Zero.
 
   TZ  TC



Questi romanzi non sono incentrati sugli eroi classici della saga, ma su altri personaggi. Siamo nel pieno della guerra dei cloni, e i protagonista sono appunto dei cloni, cosi nel corso dei romanzi viene descritto come vivono, come sono stati addestrati e da chi, in pratica da mercenari Mandaloriani, e come combattono questa guerra che non hanno nemmeno voluto. Sono infatti quasi al limite di schiavi, visto che non hanno nomi ma designazioni numerate anche se loro si sono scelti un nome da usare tra di loro. Oltre ai cloni ci alcuni generali Jedi, una civile dell’ufficio tasse e alcuni militari non-cloni come il famosissimo Gillad Pellaon, non è famoso nel presente romanzo ma in moltissimi romanzi che si svolgono 30 anni dopo, all’epoca successiva alla battaglia di Endor. Si parla quindi di romanzi che narrano eventi successivi ai film della saga.
questo romanzo narra le vicende di uno degli addestratori, Kal Skirata, che prende a cuore il destino di tutti i cloni, e con l’aiuto di 2 generali Jedi e a dei cloni di tipo NULL a lui fedeli, vogliono catturare un kaminoano, i kaminoani sono i costruttori di cloni, e lo vogliono catturare per fargli alterare il processo di invecchiamento accelerato, infatti i cloni invecchiano 2 volte di più rispetto agli umani e questo per dare ai cloni un ciclo di vita normale.
Il kaminoano ricercato che si chiama Ko Sai non è ricercato solo da loro ma anche dai suoi simili per crimini, eugenetici, da una squadra di Republic Commando , la Omega Squad per conto della flotta e dal Cancelliere Palpatine in persona, anzi dalla sua versione Sith, ovvero Darth Sidious. Oltre alla Omega Squad c’è anche la Delta Squad. Poi ci sono storie intrecciate e storie di amore, tra un generale Jedi e un clone di Delta Squad, Darman, il general Etain Tur-Mukan aspetta addirittura un figlio da lui.
Sto ancora leggendolo e manca poco però non so ancora come finisce.
Skirata e i suoi hanno catturato Ko Sai e la stanno portando sul loro pianeta natale, Mandalore, dove Etain partorirà suo figlio, il tutto di nascosto degli Jedi, che bandirebbe Etain dall’Ordine, in quanto l’amore per il figlio e il clone influisce nel suo giudizio che da Jedi deve rimanere calmo e sereno.
La squadra Omega e uno dei generali Jedi stano ancora cercando Ko Sai o le prove della sua morte.
Mentre la squadra Delta impegnata in una missione per liberare un pianeta dai Separatisti ora si trasferisce nuovamente su Triple Zero ovvero Coruscant.

Intanto ho già prelevato dalla biblioteca un nuovo romanzo di Jorge Amado, Due Storie del porto di Bahia, una l’avevo già letta, l’altra, la più corposa, mi manca, ho anche prenotato il romanzo di Jules Verne che ho inserito in Wikipedia; Le avventure del capitano Hatteras. Ma ne parlerò nel prossimo post dedicato alle mie letture.
Nel frattempo ho aggiunto una nuova voce in Wiki, non potevo non farlo perché gli eventi di questo libro avvengono in brasile, sul Rio delle Amazzoni dal titolo: La jangada - 800 miglia sul Rio delle Amazzoni. Mi dovrò procurare anche questo.
 
 
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