I lavoratori delle piantagioni recavano il vischio del cacao molle attaccato alla pianta dei piedi, come una spessa scorza che nessun'acqua al mondo avrebbe mai potuto lavare. Ma tutti, lavoratori, jagunços, colonnelli, avvocati, medici, commercianti ed esploratori, avevano il vischio del cacao attaccato all'anima, nel profondo del cuore.
(Terre del finimondo)
Da oggi inizia una nuova avventura chiamata Reperibilità, sono un un po' emozionato e anche un po' teso: e se non sono pronto??? Sono dubbi che vengono a chiunque quando inizia una cosa ed è normale, ma nell'attesa di accendere il cellulare della reperibilità, oggi alle 17.30, mille pensiari si accavvallano a immaginare chissa quale utente possa chiamarmi con un problema da risolvere, un utente magari riottoso o peggio ottuso, e ce ne sono, questo lo so.
Ho sempre risolto i problemi degli utenti in tranquilità ma sapevo che c'erano i miei colleghi/amici a cui chiedere una mano in caso di bisogno, invece nella reperibilità si è da soli, perlomeno per quanto riguarda le richieste di natura sistemistica/tecnologica, poi naturalmente passerò le chiamate a quelli della reperibilità che seguono i software specifici ospedalieri.
Beh, vediamo come va.
Intanto in rete ho trovato un racconto di fantascienza su Delos, dal titolo "Quando i sistemisti domineranno la terra.", l'inizio fa cosi:
Quando il telefono speciale di Felix squillò alle due di notte, Kelly, rigirandosi, gli tirò un pugno sulla spalla, per poi sibilargli: — Perché non spegni mai quel cazzo di coso prima di andare a letto? — Devo essere reperibile. — Rispose lui. — Non sei un cazzo di dottore — disse lei, tirandogli un calcio. Nel frattempo Felix si era seduto sul bordo del letto per infilarsi i calzoni che aveva lasciato sul pavimento appena prima di andare a dormire. — Sei un dannato sistemista. — È il mio lavoro — disse lui. — Ti fan lavorare come un somaro — disse lei. — Lo sai che ho ragione. Per amor del cielo, sei un padre di famiglia ora, non puoi metterti a correre nel mezzo della notte ogni volta che qualcuno non riesce a scaricarsi un porno. Non rispondere a quel telefono. Felix sapeva che sua moglie aveva ragione. Rispose al telefono. — I router principali non rispondono. Il BGP non risponde. — Alla voce meccanica del sistema di controllo gli insulti non facevano alcun effetto, quindi la insultò, e questo lo fece sentire un poco meglio. — Forse riesco a sistemarlo da qui — disse. Poteva collegarsi all’UPS del rack e riavviare i router. L’UPS stava in un segmento di rete differente, con router indipendenti e sistemi di alimentazione di emergenza separati. Kelly sedeva sul letto, una forma indistinta contro la testata. — In cinque anni di matrimonio non sei mai riuscito a sistemare niente da qui.
Il seguito se vi piace la fantascienza lo leggete su Delos.
Era un bel po' che non scrivevo sul mio blog ma l'assenza è stata forzata. Ho voluto farmi un ritocco agli occhi, anzi all'occhio destro, siccome gli occhi sono lo specchio dell'anima non volevo che il riflesso della mia anima ne fosse distorto.
Bando agli scherzi, ho semplicemente voluto fare una cosa a cui ci penso e ci tengo da anni e già avevo tentato nel 1992, purtroppo allora non si poteva fare nulla.
Sono soddisfatto?? SI, decisamente. Ora sono in convalescenza ma sempre davanti al computer. Del resto ho l'autorizzazione del medico, a me hanno toccato i muscoli non l'occhio, infatti vedo come prima. Devo solo riprendermi dall'anestesia e dall'ansia da intervento. Lunedì sono già al lavoro.
Il mio amore, trovato e poi perso, di una vacanza a Salvador (Brasil), nel lontano 2006. Si chiama Daniela come Daniela Mercury, o cosi almeno lei diceva sempre. Aah, devo proprio tornarci a Salvador de Bahia dove certi miracoli e poesie possono ancora accadere a orsi cinici come me.
Ringrazio Sandro D.F. per aver posterizzato questa foto rendendola un disegno di arte moderna. Cosi anchio sembro carino.
Guardo poco la televisione, magari mentre ceno. E soprattutto non guardo la fiction. Penso di non aver mai visto fiction, soap opera e altro, e quando danno il reality show cambio sempre canale mettendo se non c'è altro sullo sport; tra i due mali scelgo il minore
Lunedi e martedi la Rai ha trasmesso la fiction "C'era una volta la città dei matti". A dir la verità stavo vedendo Rambo e annoiato facevo zapping finche ho trovato questa trasmissione che mi ha preso subito.
Questa fiction parla della storia di Franco Basaglia, psichiatra e politico che riformò la psichiatria in Italia e che ha portato alla legge chiamata "basaglia", che prevedeva la chiusura dei manicomi lager., e il trattamento del malato con dignità cercando di curare il malato e non confinarlo come una persona scomoda alla società.
Nelle 2 puntate ci sono le storie di Basaglia nei manicomi di Gorizia e di Trieste. Nel manicomio di Gorizia si vede subito come vengono trattati i malati; legati ai letti o con camicie di forza, sporchi, ripuliti a forza, rinchiusi in piccoli spazi, percosse e elettroshock. Il personale che forse indurito dal troppo tempo passato in quei luoghi non vedono più pazienti come persone e li trattano con disprezzo. Io penso che anche uno sano che viene trattato in quel modo diventi matto. Basaglia ha ridato dignità ai malati trattandolo come uomini.
Poi ci sono le storie di alcuni malati, e ho letto su un blog che sono storie vere, come nel caso di Margherita che non è matta ma ossessionata dalla madre che riversa su di lei le sue colpe giovanili. Sono storie molto belle che ci fanno aprire un po' gli occhi. Speriamo anche ci rendano più sensibili.
Se fanno la replica vi consiglio di guardarla.
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Poi la legge basaglia (180/79) dopo che è stata approvata è stata anche lasciata cosi com'è, i manicomi chiusi ma i pazienti abbandonati a stessi o alle cure della famiglia o al divulgarsi di cliniche psichiatriche private. Mentre il progetto di Basaglia prevedeva un rilascio graduale e di dare comunque un supporto al malato e alla famiglia nel tempo.
Oggi la legge 180/78 o detta legge Basaglia è ancora la legge quadro che regolamenta l'assistenza psichiatrica in Italia (da Wikipedia)
« La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere » (Franco Basaglia)
PS: ringrazio Alberto che ha commentato a un mio post su Facebook riguardo a questa fiction e dal quale ho preso spunto. Albe troverai il tuo commento spiaccicato qua e la in questo post.
La vita è sempre mutevole, porta sempre cambiamenti e innovazioni, a volte positivi a volte negativi. Non è detto che un cambiamento inizialmente negativo rimanga tale. Nel 1995 la ditta dove lavoravo prima era sull'orlo del fallimento e ha deciso di mettere in cassa integrazione una parte di impiegati, me compreso. Poi la ditta non si è salvata lo stesso ma il succo è che mi sono fatto un anno e mezzo a casa. Poi ho trovato lavoro in MultiMedica, passando da semplice archivista (nella prima azienda) fino a arrivare a lavorare nell'Ufficio Informatico dove sono cresciuto sia professionalmente che caratterialmente. Conoscendo un sacco di persone fantastiche.
Ora a distanza di 13 anni si profila un cambiamento notevole, cambio sede di lavoro, da Sesto San Giovanni a Milano, Ospedale San Giuseppe. Stessa azienda ma diversa sede di lavoro, non è poco. Nel corso di questi anni ho spesso cambiato ufficio, a pensarci adesso mi sembra di aver fatto la trottola, 4 piano (con Patrizia nelle gestione dei fattorini), 10 piano (SIA), ancora 4 piano, e di nuovo10 piano, cambio di sede da Sesto a Cinisello, palazzina Danieli, al 2 piano e poi al 3 piano.
E adesso altro salto, da Sesto/Cinisello a Milano. Il cambio mi piace e mi da motivazioni, anche se l'inizio sembra titubante, è come essere tornato principiante, non conosco il territorio e non conosco le persone. E non conosco tutto sul software/hardware utilizzato, insomma è come rifare la gavetta. Anche se parto avvantaggiato in quanto adesso conosoco a menadito i software usati nel gruppo, insomma sono sempre il "post master" e un sistemista, lascio il titolo di sistemista senior a Danny e Albe, ma io mi piglio il titolo di sistemista junior (Raffy tu dimmi quello che vuoi, ma io rimango della mia idea ).
Per ora l'unico che mi ha dato il benvenuto con tanto di stretta di mano è stato il Dr. Mattioli, veramente gentile. Susanna ha solo detto che era contenta che ero finalmente arrivato, e va be, vale come benvenuto.
Comunque da ora sono a Milano definitivamente a lavorare. C'è anche un po' di vita in più rispetto alla grigia Sesto San Giovanni. Non vedo l'ora che arrivi l'estate e uscire durante la pausa di mezzogiorno a rifarmi gli occhi, già vedo un discreto movimento.
Qui sono in uno dei miei ex- uffici, notare il video; era ancora un cassone CRT tutto ingiallito, per capire, il pc sotto è bianco.
Per colpa della neve stasera non sono riuscito a uscire con i miei amici. Non ho gomme da neve ne catene. CI ho anche provato ma ho subito desisitito. Pazienza Cantiamoci su.:
Oh, the weather outside is frightful, But the fire is so delightful, And since we've no place to go, Let it snow, let it snow, let it snow.
It doesn't show signs of stopping, And I brought some corn for popping; The lights are turned way down low, Let it snow, let it snow, let it snow.
When we finally say good night, How I'll hate going out in the storm; But if you really hold me tight, All the way home I'll be warm.
The fire is slowly dying, And, my dear, we're still good-bye-ing, But as long as you love me so. Let it snow, let it snow, let it snow.
L'altro sabato, il 22 novembre sono tornati a trovarci, dal Brasile ,Sergio e Neide. L'ultima volta che sono venuti era in maggio quindi abbiamo fatto un'escursione più estiva a Chiavenna e Venezia. Stavolta abbiamo optato per una breve visita a Milano. Neide si sta guardando l'Italia una città alla volta.
Visita breve ma intensa. La prima tappa è stata al Cenacolo Vinciano ma io purtroppo non sapevo che biosgnava prenotare e quindi...nisba.
Poi solita visita al Castello, passeggiata fino al Duomo, Galleria e piazza della Scala. Per ultimo Via Montenapoleone, via della Spiga, San Babila e poi siamo tornati a casa.
Detto cosi sembra poco, ma siamo stati in giro tutta la mattina e tutto il pomeriggio. Siamo tornati verso le quattro del pomeriggio, un po' stanchi della camminata, soprattutto io.
Ho anche scattato un paio di foto, come sempre. Speravo di fare qualche capolavoro ma la foschia ha rovinato tutto. Pazienza. Ecco le foto
Le foto sono quel che sono ma la fotogallery "photostack" (pigna di foto) è una vera "figata". A me sembra realistico l'effetto delle foto che si sfogliano passando sotto il mazzo e mostrando la foto successiva.
Il giorno dopo sono andati a vedere Bellagio, ma io ho dato forfait., ero troppo cotto.
Ho messo il mio Curriculum Vitae sul mio blog, sotto la sezione Autori: AntoWeb.
Viso che oggi ci sono moltissimi siti dedicati alla ricerca dl lavoro, postare richeste di laoro o siti dove si può caricare il proprio CV e sperare di essere contattati. A memoria mi vengono in mente Stepson e Monster.
Visto che un sito web io già ce l'ho, perchè non sfruttare quest'occasione, pur minima, che qualche occasionale visitatore, magari un manager delle risorse umane di qualche azienda, lo veda e ne sia interessato. Inoltre essendo online è anche suscettibile alle ricerche di Google, senza necessariamente passare dal blog.
Possibilità remota?? Molto remota, ma lo spazio sul web non mi manca, mi è pure costato poco sforzo uploadarlo e linkarlo. Non si sa mai, tutto può capitare in questa vita.
Ci tengo a far notare che è un CV in formato Europeo.
Cliccate sull'immagine per leggere il mio cv.
Chi volesse avere il CV Europeo pronto da compilare, lo trova qui.
Per il CVE devo ringraziare il TEO, l'ha procurato lui. Sul web però ce ne sono in quantità.
Anche AntoWeb aderisce, nel suo piccolo, alla giornata di "Rumoroso silenzio" il 14 luglio con una giornata di sienzio contro il ddl Alfano.
L’appello è opera di Alessandro Gilioli, Guido Scorza e Enzo Di Frenna. Aderisci scrivendo a dirittoallarete@gmail.com oppure vai sul sito sul sito "Diritto alla rete" dove trovate tutte le info.