Se la vita è un fiume e tende a portarci a valle nel mio caso è un fiume in piena e sta spazzando via anche le mie radici.
Gli eventi si accavallano e non sempre sono piacevoli, di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima; da bambino mi ricordo una famiglia numerosissima e adesso sono quasi rimasto da solo, e non sempre mi sento in grado di ''aggiustare'' e portare a termine le cose e incombenze da fare.
I problemi si accumulano, uno dopo l'altro, adesso per esempio per avere un rimborso di mio padre, di miseri 1300€ dallo stato, devo tribolare un casino con la burocrazia.
Ora si presenta la triste decisione di vendere la casa di mia nonna, decisione presa coscientemente e liberamente da me e i miei pochi familiari rimasti, ma estremamente sofferta.
Oggi ho rivisto la casa dove ci ho passato l'infanzia, i natali, le pasque e tutte le feste comandate, e anche dove ci è nato mio fratello, (in granaio, ci tengo a precisarlo). Si tratta di una piccola casa all'interno di una cascina con un complesso edilizio abnorme dietro (roba da palazzinari del cavolo) dove prima c'erano dei campi, e in giro perfetti sconosciuti. Le stalle non ci sono più, ma già lo sapevo, al suo posto un parcheggio.
Ed è cosi che si sradicano un poco alla volta le mie radici.
.................. Passano gli anni, ma otto son lunghi, però quel ragazzo ne ha fatta di strada, ma non si scorda la sua prima casa, ora coi soldi lui può comperarla torna e non trova gli amici che aveva, solo case su case, catrame e cemento.
Là dove c'era l'erba ora c'è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà.
Ehi, Ehi,
La la la... la la la la la...
Eh no, non so, non so perché, perché continuano a costruire, le case e non lasciano l'erba non lasciano l'erba non lasciano l'erba non lasciano l'erba
Eh no, se andiamo avanti così, chissà come si farà, chissà...
"Il divertimento è inesauribile, la serietà no." (Jean Paul Richter)
"La serietà! Dio mio la serietà! Ma la serietà è la qualità di coloro che non ne hanno altre: è uno dei canoni di condotta, anzi, il primo canone, della piccola borghesia! Come ci si può vantare della propria serietà? Seri bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo! Seri si è o non si è: quando la serietà viene enunciata diventa ricatto e terrorismo!" (Pier Paolo Pasolini)
"L'ottusità è la serietà che si fa adulta." (Oscar Wilde)
Ho sempre avuto problemi ad essere serio, comportarmi con sobrietà, ho sempre preferito essere ilare e giocoso, a discapito dell’immagine che mostro di me stesso. A volte immagino che la gente pensi di me come a una persona poco seria, sempre faceta, immatura a volte. Ma serietà non è compunzione. Se quando raccontano una barzelletta non si ride della battuta non significa essere seri, essere seri è quando si promette e poi si mantiene. I politici che ‘seriamente’ promettono cambiamenti durante la propaganda elettorale poi non mantengono nulla di ciò, questo è segno di leggerezza, eppure sembrano persone serie, ma sono solo persona composte, a modo.
Preferisco non essere così, ma rimanere serio dentro. Come dice giustamente Pasolini, seri bisogna esserlo, non dirlo o mostrarlo. Voglio essere cosi come sono, ilare, giocoso, solare, sparare cazzate, divertirmi, con gli amici comprare le scarpe della Nike personalizzate e marchiate AntoWeb, evidente segno di non serietà in apparenza, ridere di vecchi videoclip dei film trash anni ’70. Formare il Club dei Pitoni con i miei colleghi, stampare diplomi fasulli o certificati per Marte, e cosi via.
Ma ogni tanto il tarlo della serietà torna, a volte cerco pure di esserlo ma non dura a lungo, poi torna a galla la mia vera indole, anche quando mi arrabbio o qualcuno mi offende non riesco a tenere il muso a lungo, il giorno dopo mi è passato tutto, è anche vero che essendo permaloso a volte mi offendo per niente...solo a volte.
Un po’ di tempo fa Il web ha compiuto 20 anni. (fonte)
Io ho “visto” per la prima volta Internet nel 1998 e oggi son quindi 11 anni che navigo in rete.
Strano è che non mi ricordo che siti guardavo a quei tempi, sicuramente guardavo siti di Star Wars e siccome ero adoravo i temi del desktop scaricavo molti wallpaper, screen saver e temi. A caricare un’immagine ci impiegava interi secondi, si vedeva la progressione dell’immagine man mano che si caricava e si doveva aspettare che fosse completamente scaricata prima di poterla salvare.
Da casa la mia prima connessione con modem 56 kbps fu con Libero, ma siccome avevo già un po' di estro mi sono registrato a diversi altri provider, Infinito e Wind, quando una connessione era disturbata o lenta passavo a un’altra. Poi sono passato ad Alice aumentando la mia banda da 56kbps a ben 700kbps fino ad arrivare agli attuali 7mbps di oggi.
Oltre ad essermi registrato a vari ISP, mi sono creato anche svariate caselle email, la prima fu HoTMaiL e l’ho tenuta anche per parecchio tempo prima di disfarmente; sapevato che Hotmail è stato il primo provider adi posta online, infatti la parola hotmail deriva da HTML ovvero HoTMaiL (Fonte) Ormai da buon Wikipediano metto le fonti ovunque
Mi sono registrato anche a bol.com.br provider brasiliano di email, sono arrivato a un punto da avere quasi 10 caselle mail.
Ad esempio; Hotmail Libero Wind Infinito Bol.com.br GMail Banthatracks (motore di ricerca dedicato a Star Wars e era possibile avere la posta elettronica, non esiste più) Queste erano alcuni dei provider di mail che avevo.
Troppe in effetti, be’ alcune erano caselle ‘muffe’, cioè caselle che usavo per registrarmi o scaricare.
Poi comunque un bel giorno decisi di eliminare quelle superflue. Per eliminare gli account di Libero e Wind ho dovuto pure inviare un fax di disdetta. Mentre gli account di Gmail, Email e Bol.com.br si riesce a disdire online. Hotmail è una delle prime che ho disdetto perchè ricevevo troppo spam.
Adesso che le ho scremate ho solo quattro caselle eamil di cui 2 del mio dominio, più quella del lavoro che non conto.
Penso che possono bastare no??
Non contento di essermi registrato a vari ISP e "online email provider " e a una serie infinita di siti ,circa 2 anni fa mi sono creato un sito web, be, è ancora in lavorazione purtroppo, manca sempre tempo/voglia e un anno e sei mesi fa ho creato questo blog che seguo con passione e non richiede moltissimo tempo.
Quindi alla fine ecco perché ho scelto come nickname AntoWeb, mi sembra azzeccato e suona bene, ma in verità a chiamarmi cosi la prima volta più di 5 anni sono stati i miei colleghi, il nome mi è piaciuto e l'ho tenuto.
Adesso in verità mi chiamano solo ' Web ' eanche Lucone ha iniziato da poco a chiamarmi così. Be, direi che va bene, si. Tanto si sa che sono io.
Mancano 4 giorni alla partenza e finalmente comincio a sentire l'agitazione che anticipa la partenza. Sarà tutto pronto? Manca niente? Mi sembra di no. Il biglietto c'è e il passaporto anche..
I soldi li ho finalmente caricati sulla Postepay, e ho pure il mio kit di medicine; dovrei avere tutto. Bene allora si paaaaarteee!!
Ah no, mancano ancora 4 giorni - OK, allora adesso esco per la serata con gli amici.
PS: chi è che mi dice come si traduce "manca poco" in inglese?? Io ho messo shortly ma non credo sia giusto.
Un po' di musica per anticipare le serate brasiliane? OK, allora metto musica axè dei Chiclete com banana (vuol dire "gomma da masticare con banana"). La prima canzone è Amor perfeito e la seconda è Cabelo raspadinho, (estilo Ronaldinho).
Ho postato l’inno brasiliano e per “par condicio” anche l’inno italiano.
Visto che mi vanto di saper parlare 3 lingue (italiano, inglese e portoghese) con 4 anni di corso serale per l’inglese più 3 settimane di vacanza a Londra/Edinburgo nel lontano 1989, 2 anni di corso serale per il portoghese più 3 settimane di vacanze tutti gli anni dal 2001 a oggi.
Visto che il titolo del mio blog è Il blog di AntoWeb|AntoWeb's Blog|O blog de AntoWeb
Mancherebbe quindi l’inno inglese per essere completi.
Ma cosa mettere? L’inno americano o l’inno britannico?
Alberto, (un mio collega nonchè amico conosciuto però come "Abbbbbbbeeeetttto" ) suggerisce quello britannico cioè il “British Anthem – God save the queen”
Ma non uno qualunque uno speciale per il “Golden Jubilee della regina d’Inghilterra” del 2002 eseguito da Brian May dal tetto di Buckingham Palace. Un vero spettacolo.
Riflettevo in questi giorni, dopo aver messo il post sull'Inno Brasiliano (per anticipare le mie vacanze in Brasile) che per "Par Condicio" sarebbe stato "politically correct" postare anche l'Inno Italiano. Anche Strap era d'accordo. Visto che questo blog parla 3 lingue è giusto mettere anche l'inno inglese. Ci penserò sopra e lo posterò, magari dopo le ferie.
Il Brasile e la Tailandia sono considerati le 2 più importanti mete del turismo sessuale.
Io vado in Brasile da circa 8 anni e ormai mi sono abituato alla domanda: “perché vai in Brasile?”. La domanda è inutile, chi chiede quale sia il motivo per andare in Brasile ha già la risposta in mente e non accetta nessun'altra spiegazione.
Se andassi in Groenlandia o in Svezia non credo proprio che qualcuno venga a chiedermi perché ci vado.
I primi anni mi arrabbiavo quando cercavo di rispondere ponderatamente alla domanda; "amo il Brasile, adoro la sua musica e l’ho dimostrato in questo blog, la sua cultura, la sua letteratura (ho letto moltissimi libri di Jorge Amado e ho da poco terminato un libro di João Guimaraes Rosa) libri che raccontano storie del Brasile, e mi piace l’allegria del popolo brasiliano, la cucina, soprattutto di Bahia."
Si certo non sono i caraibi e l’oceano può non piacere, ma che non mi si dica che non ci sono posti bellissimi; Olinda, Salvador e Ilheus sono città storiche. Luoghi come Mangue Seco e il Morro de Sao Paulo, Praia do Forte dove c’è il centro “Projeto Tamar” (Progetto Tartarughe Marine) e l’isola di Itaparica a Bahia, a Recife l’isola di itamaracà e la famosissima isola di Fernando de Noronha, parco naturale. Alcuni di questi posti li ho visitati, altri li visiterò.
Ma per tutti uno va in Brasile solo per un motivo.
Non sono certo un santo, se dopo una giornata di sole e dopo una cena a base di churrasco o fejioada ci si può divertire andando in locali dove c’è il divertimento, dove svagarsi e passare bene la serata e ascoltando musica e se ci sono ragazze brasiliane disponibili non mi tiro certo indietro; la vacanza per me è a 360 gradi, ma non vado in Brasile solo per questo motivo.
Però col tempo ho imparato a ignorare quelli che fanno domande inutili e do loro la risposta scontata che si aspettano; vado in Brasile per la gnocca. E sono pure contenti quando rispondo così.
Sembra che uno deve andare in Brasile (o in Tailandia, Cuba) solo per quello senno uno va ai castelli della Loira o a vedere città storiche italiane. Perché non è possibile unire tutti i lati nella stessa vacanza??? Questo non viene capito. Città storiche ci sono ovunque, Brasile e Tailandia ne sono piene, il Brasile non avrà una storia millenaria ma ha comunque il suo pezzo di storia.
Io e Strapinho abbiamo girato, visitato la Fondazione Jorge Amado a Salvador e la Casa di Jorge Amado a Ilheus, visittato il teatro Amazonas a Manaus, visitato il museo nautico del Farol da Barra che parla della schiavitù, visto il Centro del Progeto Tamar, anche nell’ultimo viaggio a Fortaleza (con Adriano e Stefano) siamo stati al “Dragão do Mar” e abbiamo visto anche una mostra fotografica sul Cangaço, a me piacciono moltissimo le storie sui cangaçeiros, su Lampeão e Maria Bonita.
Certo, alla sera eravamo esclusivamente nei locali della ‘movida’ brasiliana a divertirci, ma la vacanza non è incentrata solo su questo.
Ma tanto è inutile che discuto, analizzo e insisto, la gente penserà sempre quello che vuole.
Come possiamo scegliere di essere buoni o cattivi?? Non possiamo! Purtroppo, potendo scegliere io sarei cattivissimo.
Sono gli eventi che ci succedono nella vita a plasmarci o perlomeno a impostarci, e le persone che ci circondano. Se riceviamo amore o affetto non potremo che essere buoni, se subiamo eventi negativi sarà la cattiveria ad avere il soppravvento. Anche se cattivi non ne esistono veramente. Come l’addestratore di cani che vuole rendere il cane aggressivo e bellicoso per inserirlo nelle lotte illegali, ci riesce solo commettendo angherie su angherie al cane, lasciandolo senza cibo o picchiandolo selvaggiamente. L’addestratore normale educa il cane non lo maltratta.
Anche noi subiamo effetti della vita che ci circonda, di cose belle e di cose brutte, eventi positivi o negativi. Purtroppo però chi è buono e lo è stato per moltissimi anni è improbabile che diventi cattivo. Io personalmente sono stato sempre buono, troppo buono, nel senso di “buono = cogli*ne”. Infatti è facile scambiare la bontà per incapacità. In Brianza c’è il proverbio che dice: “ves trop bon se pasa de cujon”! “Essere troppo buoni si passa da cogli*ni: niente di più vero.
Però io era tanto che desideravo diventare cattivo, ma perché? Per piccole soprusi o dispetti, bullismo e boria, che subiamo quotidianamente. Che non sono certo sufficienti a trasformare la bontà in cattiveria soprattutto se radicata. Ingoiamo tutto, passiamo sopra a tutto o quasi.
Però personalmente penso di essere arrivato ad un punto di *credere* di essere cattivo. Perlomeno non di commettere cattiverie ai danni di altri ma almeno di fregarsene degli altri e dei problemi altrui. Ultimamente mi dicevo spesso, tra me e me: “Ca**i suoi”, quando vedevo persone in difficoltà o con problemi di salute. Ognuno purtroppo deve badare alle rogne sue e ai malanni suoi.
Eppure dietro a questa scorza di finta cattiveria batte sempre un cuore buono, sfortunatamente. Questa settimana, un signora anziana stava salendo sull’autobus ma il gradino è altissimo, il bus nemmeno accostato al marciapiedi, con le macchine in sosta vietata nella piazzola bus (questi si che sono, non cattivi, ma stronzi) e la signora non è riuscita a salire sul bus, i muscoli della gamba hanno ceduto e non riusciva a tirarsi sul bus, io ho prontamente aiutato la signora prendendola sottobraccio, tirandola su e accompagnandola al sedile, dove si è seduta ma visibilmente sofferente e la cosa mi spiaceva particolarmente. Perché non mi sono detto "ca**i suoi"? Me lo sto chiedendo ancora adesso ma conosco anche la risposta.
Si certo penso ancora che i problemi altrui sono ca**i di questi “altrui”, cosi come i problemi miei sono ca**i miei, ma in fondo sono e sarò sempre un buono, purtroppo, dico purtroppo perché qualcuno saprà sempre come approfittare dei buoni.